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Test Guanti Knox Handroid: High-Tech, sicurezza e confort per i Riders più esigenti

Può un guanto moto farti andare più forte? La risposta probabilmente è no, ma di certo dovrà saper svolgere al meglio la sua funzione: proteggere! Ma anche garantire confort, qualità costruttiva, e innovazione.
Dall’inglese Knox arriva sul mercato il guanto tecnico Handroid, un prodotto che tenta di farsi largo nel vasto segmento di appartenenza attraverso una serie di soluzioni e brevetti che lo rendono immediatamente riconoscibile rispetto ad altri sul mercato.

Si tratta di un guanto  dal taglio sportivo/racing che però, in quanto a comodità, non soffre troppo il confronto con prodotti più “casual”.  Abbiamo testato gli Handroid per qualche mese, in diverse condizioni d’uso. Dalla gita nel week-end all’utilizzo metropolitano in città, dove il frequente uso delle leve nel traffico mette a dura prova il fattore confort. Ma non solo, i guanti della Knox ci hanno accompagnati durante alcuni test svolti di recente, come ad esempio quello della nuova Aprilia Tuono a Valencia e degli pneumatici Pirelli Diablo Rosso II sulla futa. Ovunque siamo stati, gli Handroid hanno attirato l’attenzione di molti grazie alle insolite caratteristiche. Scopriamole insieme.

Innanzi tutto abbiamo la protezione rigida sul dorso in materiale ABS che ha la particolarità di avere al suo interno un secondo strato in gel che le garantisce una insospettabile flessibilità. Il vantaggio di una simile soluzione è evidente: da un lato, infatti, la rigidità della protezione offre una tutela ottimale per una delle parti della mano più esposta a traumi in caso di caduta; dall’altro, l’estrema flessibilità permette un confort elevato con la protezione che modifica la sua forma adeguandola di volta in volta ai movimenti della mano all’interno del guanto.

La caratteristica, poi, che rende immediatamente riconoscibili gli Handroid rispetto alla concorrenza è quella delle protezioni rigide sulle dita, un vero e proprio esoscheletro retrattile in grado di allungarsi e restringersi in base ai movimenti durante la guida (come, ad esempio, quando si agisce sulle leve di freno e frizione). In verità, sulle prime, questa soluzione ci aveva lasciati un po’ perplessi. Il dubbio era che una struttura di questo genere potesse andare a compromettere il confort durante una lunga giornata in moto. Be’, il risultato è stato esattamente opposto. Non solo, infatti, l’assoluta fluidità del meccanismo fa sì che la struttura non intralci o stanchi in alcun modo, neanche dopo numerose ore in sella, ma l’esoscheletro finisce col rivelarsi un supporto ottimale che evita alla mano di assumere posture scorrette nello stringere le manopole (scongiurando indolenzimenti a fine giornata). Senza contare, poi, il vantaggio evidente di avere un esoscheletro “a guardia” delle proprie falangi nella malaugurata ipotesi di una caduta.

Altro fiore all’occhiello del Knox Handroid è il brevetto SPS per la protezione dello scafoide. Si tratta di due saponette poste alla base del palmo col compito di far scivolare il guanto sull’asfalto al momento di impattare col suolo. In questo modo si riesce a dissipare efficacemente la forza cinetica dell’urto riducendo in maniera drastica la pressione sull’osso scafoide, il più esposto a fratture in caso di cadute “di palmo”.

Dulcis in fundo, altra caratteristica “coreografica” di questo prodotto, ma estremamente efficace, la chiusura BOA che sostituisce il classico velcro. Questo sistema adotta lacci metallici in acciaio temperato, resistentissimi, sui quali agisce una rotellina che, tendendoli, consente una perfetta chiusura del guanto intorno all’avambraccio. Un sistema pratico, efficace e veloce che si è fatto davvero apprezzare.

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IN CONCLUSIONE

Ottima qualità costruttiva, pelle Kangaroo che assicura leggerezza e resistenza, cuciture solide e un’elevata sensazione di protezione percepita. Tutto questo, unito al bagaglio “tecnico” non indifferente, giustifica ampiamente il prezzo, di poco superiore ai 200 Euro, in linea con la migliore concorrenza.
Un guanto tecnico e allo stesso tempo comodo per Sport Riders particolarmente esigenti
che cercano massima protezione e confort. Il look, poi, schiettamente high-tech e un po’ futuristico, è di quelli che non passano inosservati.

Unica controindicazione: nell’utilizzo invernale, o nelle giornate più fresche, meglio utilizzarli con dei sottoguanti vista una certa sensibilità ai cambi di temperatura. D’estate, o col bel tempo invece, via libera: rispetto allo standard dei guanti in pelle, non si avverte alcuna fastidiosa sensazione di calore.

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7 Comments

  1. Alesanto

    2011/05/12 at 6:51 PM

    fanno un po’ Robot, però non sono male. Li ha uno del mio gruppo e quella storia della rotella boa di ipnotizza quando la vedi 😀
    Interessanti, forse un pò costosi. Comunque oltremanica sono un must, qui in italia invece si vedono ancora poco, boh!

  2. NITRO

    2011/05/12 at 7:07 PM

    @ Alesanto:

    ti credo che si vedono poco, siamo il solito paese di motociclisti fighetti che devono avere il guantino solo di quella marca lì. Gente che poi magari di capi tecnici non ci capisce un cacchio. Oltre confine c’è una cultura motociclistica decisamente più sviluppata

  3. HK

    2011/05/12 at 7:36 PM

    avranno anche più cultura motociclistica, ma li hai mai visti crucchi e svizzeri quando passano il confine? Fanno ridere

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  7. Francesco Ciucci

    2015/08/27 at 10:16 AM

    ……..li ho da quasi 6 anni……fantastici unici……confort e protezione al top…….per il momento secondo me non esiste altro di meglio……

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