Da Parma, imboccando la SS 62, si seguono le indicazioni per il Passo della Cisa. Il tratto più divertente e che maggiormente esalta la guida sportiva è quello compreso tra Fornovo di Taro e Casola, piccola frazione del comune di Terenzo. Gli spettacolari tornanti di Piantonia, conosciuti anche come le “scale” di Piantonia, teatro in passato di grandi sfide a due e quattro ruote, sono solo un piccolo assaggio di quello che ci attende, sufficiente però per far salire l’adrenalina alle stelle. L’incredibile serie di curve che si susseguono è “roba” per palati fini, tutte da pennellare, e anche il più tranquillo dei motociclisti non potrà non farsi conquistare dalla filosofia della piega perfetta.
Da Casola al Passo della Cisa è richiesta, invece, una guida più pulita e prudente perché, oltre ad un lieve restringimento della strada, vi è una maggior presenza di curve cieche. Occorre prestare molta attenzione presso la pineta di Cassio, dove il manto stradale è reso scivoloso dalla presenza di aghi di pino. Dopo la sosta obbligata presso i 1039 metri di altitudine del Passo della Cisa, si scende verso il mare. La strada, nel versante toscano, scende velocemente e, dopo i primi chilometri in cui la carreggiata si presenta abbastanza larga, il tracciato comincia a restringersi fino a toccare il culmine nei lentissimi tornanti di Montelungo. Ci troviamo in piena Lunigiana, terra di antichi borghi e castelli.

Assolutamente da non perdere è la sosta a Pontremoli, antico borgo che si erge tra le rive del torrente Verde e del fiume Magra. Di antica origine, sembra addirittura che i primi insediamenti risalgano ad un migliaio di anni prima della nascita di Cristo, Pontremoli conobbe il suo massimo splendore in epoca medievale. Posizionata lungo l’antica via Francigena e difesa dai due corsi d’acqua, fu per molto tempo territorio di una delle più potenti e famose famiglia aristocratiche del tempo: i Malaspina. Il borgo è dominato dall’antico Castello del Piagnaro dove ha sede il Museo delle Statue-Stele della Lunigiana. Per quel che riguarda le specialità culinarie sono da segnalare i testaroli, dischetti di pasta fatti con acqua e farina, e gli amor, tipico dolcetto della Lunigiana.
Da Pontremoli ad Aulla la strada procede più spedita, ma bisogna fare attenzione ai molti autovelox fissi. Superata Aulla, all’altezza del borgo di Caprigliola, si abbandona la SS 62 e seguendo le indicazioni per Ceparana si raggiunge La Spezia, città ottocentesca che, con il trasferimento della marina militare di Genova, ha completamente cambiato volto. Rilevanti per la città sono l’ Arsenale e il Museo Navale.
Da La Spezia, imboccando la SS 1 Aurelia, si sale fino al Passo del Bracco. Qui gli “smanettoni” potranno saziare tutta la loro “fame” di curve. Attenzione, però, le forze dell’ ordine non perdonano nulla, quindi occhio a targhe, specchietti, gomme, scarichi e quant’altro. Scendendo dal Bracco si raggiunge la cittadina di Sestri Levante. Un bel piatto di pesce e una passeggiata sul lungomare sono quasi d’obbligo.
Da Sestri Levante si sale attraverso la ex SS 523 fino al Passo delle Cento Croci, tristemente noto per la funesta leggenda che lo accompagna. Nonostante la carreggiata piuttosto ristretta, la conformazione generale della strada invita a repentine aperture del gas. Io consiglierei un’andatura da passeggio, con tutto quel verde intorno! Lasciato il valico, e seguendo le indicazioni per Borgotaro, si scende per rientrare in città attraverso la fondovalle. Buon divertimento e prudenza… sempre!







belle strade, belle pieghe, paesaggi da sogno. Poi quando arrivi al mare ti fermi a prendere anche un po’ di sole. Dalle mie parti questi percorsi sono un classico, li consiglio a tutti