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Millepercento Alba: prime impressioni in sella alla handmade motorizzata Guzzi

(articolo di Giorgio Pirovano)

la parola ALBA deriva dal latino e significa “luce bianca”, ovvero, luce che rompe la notte prima del levar del sole. Un nome azzeccatissimo per l’ultima nata (finalmente in versione stradale) di Millepercento. L’Alba delle sportive Guzzi.

Millepercento è una giovane azienda Brianzola che nasce pochi anni fa dalla passione per le Moto Guzzi dell’imprenditore Stefano Perego il quale, dopo aver rilevato nel 2005 la storica concessionaria Guzzi di Verano Brianza, si imbarca in un progetto ambizioso: dare ai Guzzisti un’anima sportiva ben oltre le consuetudini della Casa dell’Aquila.

Per riuscire nell’impresa, Perego si circonda di uno staff meccanico di tutto rispetto, all’interno del quale spicca il genio motociclistico di Giuseppe Ghezzi, un nome che non ha bisogno di presentazioni: tanti anni in Moto Guzzi, è il padre della Stelvio e della MGS-01, oltre ad essere uno dei fondatori della famosissima “maison” Ghezzi&Brian, azienda produttrice di special con propulsori Guzzi. Con queste premesse era inevitabile che l’ambizione di Perego non si concretizzasse nel migliori dei modi: la nascita di Alba.

DA FERMA

Scopriamo come prende vita questa sportiva. La base è una Guzzi Griso con motore naturalmente bicilindrico a V da 1200cc con 4 valvole per cilindro raffreddato ad aria/olio.  La Griso viene completamente smontata e il propulsore viene rimontato su un telaio tubolare in acciaio completamente nuovo concepito da Ghezzi. Si tratta di una struttura in tre parti (anteriore, centrale e posteriore) fissate fra di loro. La parte anteriore abbraccia completamente il motore seguendo l’andamento naturale dei cilindri per poi “chiudersi” nel canotto di sterzo; la parte posteriore serve per la coda e per la sistemazione del radiatore olio, mentre la parte centrale collega le due estremità.

Passando ai condotti di alimentazione, questi vengono sostituiti da un sistema, sempre concepito da Millepercento, in cui trova posto un corpo farfallato unico che invia aria ai due cilindri.  Anche i collettori di scarico sono stati revisionati accorciandoli rispetto al normale: dopo un stretta curva verso il basso, corrono sotto il ventre della moto fino a raggiungere il terminale di scarico. Grazie a questa soluzione si riescono a riempire i buchi di coppia del motore Guzzi ai bassi regimi, permettendo un’erogazione più continua. Il terminale di scarico, in acciaio, è Zard ed è stato studiato appositamente per Alba, anche se la forma conica esteriore deriva dallo scarico aftermarket della casa piemontese per la Stelvio.

Una volta effettuate queste operazioni, nella fase successiva si rimontano alcune parti della Griso quali la trasmissione finale a cardano, il monobraccio e  la sospensione posteriore, che è Sachs. All’anteriore, sempre dalla Griso, abbiamo una forcella Showa upside down con steli da Ø 43 mm sulla quale sono montati gli attacchi per le pinze freno radiali. Le piastre di sterzo, invece, sono di concezione Millepercento, in acciaio ricavate dal pieno. Anche Il serbatoio, in alluminio saldato, è made in Millepercento, ha forme decise ed armoniche, con capacità di ben 24 litri (la volumetria massima consentita per le gare di endurance).

Anche l’elettronica è stata studiata al meglio. Alba offre la possibilità di scegliere fra due mappature, l’ “angelica” o la “diabolica” (nomenclatura chiara ed efficace), attraverso una leva che si trova sulla manopola sinistra. Il quadro strumenti risulta ben leggibile, con l’indicatore dei giri analogico contornato da una serie di led che si illuminano seguendo la lancetta, mentre il resto delle informazioni compare su un display digitale.

Sul fronte estetico, non si possono non notare i condotti laterali che portano l’aria al radiatore dell’olio sistemato sotto la sella anziché nella parte anteriore. La scelta è stata fatta essenzialmente per avere una moto più “corta”. Eliminando l’ingombro anteriore del radiatore, inoltre, si ottiene un flusso d’aria ottimale per il raffreddamento dei cilindri. Questi condotti sono stati studiati dal punto di vista fluidodinamico per garantire la giusta efficienza in termini di raffreddamento del radiatore.

La coda ed il cupolino anteriore sono spigolosi e affilati e conferiscono una bella dose d’aggressività alla moto. Il telaietto del cupolino, a cui viene fissato il faro che ha una forma a V arrotondata, è in alluminio aeronautico di alta qualità. Anche il traliccio, che supporta la targa e le frecce al posteriore, è in alluminio aeronautico.

Tutti i componenti, condotti, coda, cupolino e puntale, sono stati studiati da Millepercento e sono costruiti in keval-carbonio ricoperti da uno strato di carbonio “grezzo”, ottenendo così un  colore nero opaco molto bello; ma è anche possibile far verniciare, come si preferisce, coda e cupolino.  Il tutto per un peso in ordine di marcia intorno ai 200 kg… non male per una “Guzzi”!

La moto che abbiamo descritto fin ora è la versione base alla quale è possibile apportare una serie di personalizzazioni. Si possono ad esempio montare forcelle e posteriore Ohlins, e sostituire il cambio tradizionale con uno elettronico. La sportiva Brianzola, inoltre, è in versione monoposto ma è già omologata per due, così come sono omologate tutte le personalizzazioni possibili. Ma adesso scopriamo come va.

IN SELLA

Dopo aver provato questo gioiello “fatto a mano”, se dovessimo descrivere la moto con tre aggettivi potremmo dire: intuitiva, pronta e agile. Sono queste le sensazioni che ci ha trasmesso Alba mentre la lanciavamo sulla statale 36. La posizione in sella non è esasperata e i semimanubri sono sufficientemente alti da non caricare esageratamente i polsi (ma per un uso più sportivo si possono opportunamente abbassare). La moto risulta molto maneggevole e non appena si apre il gas, il motore risponde all’istante erogando badilate di coppia che, su una rampa, hanno fatto letteralmente decollare l’anteriore… uno spasso! Il cambio e la frizione a secco garantiscono un inserimento agevole e preciso delle marce. La frenata è potente grazie ai 2 dischi flottanti da Ø320 mm e alle pinze radiali.

Insomma, un gran bel divertimento questa moto, che sarebbe stato bello aver potuto assaggiare in pista per scoprire come si comporta fra i cordoli.  Ma viste le premesse, ci sono tutti i presupposti per fare un gran bene. In futuro (ma i tempi ancora non sono noti) Millepercento avrebbe in previsione di montare anche su Alba il motore da 1400 cc (133 cv) Big Bore che già equipaggia la BB1, l’altra creatura “della casa”. In questo modo  i cavalli a disposizione aumenterebbero garantendo un ulteriore iniezione di potenza; per procedere a questa operazione sarà probabilmente necessaria l’aggiunta di un radiatore olio che troverà la sua giusta collocazione subito dietro il cupolino.

In conclusione, siamo stati positivamente impressionati da questa “handmade” lombarda studiata fin nel minimo dettaglio. Una moto che rappresenta un sogno per i Guzzisti incalliti e che potrebbe avvicinare alle Guzzi anche chi Guzzista non lo è. Ma poi, avete visto quant’è bella?

QUI trovate la scheda tecnica completa, mentre QUI la gallery fotografica con tutti i particolari della moto.


8 Comments

  1. Emanuele

    2011/04/28 at 3:43 PM

    un gioiello per davvero, Mister Ghezzi è sempre una garanzia!!! 😈

  2. Marco R.

    2011/04/28 at 4:17 PM

    APPLAUSI ALLA MPC!!!!!!!!

  3. Duca Rosso

    2011/04/28 at 5:16 PM

    Mamma Ragazzi che spettacolo 😯

  4. antonuk

    2011/04/28 at 5:56 PM

    Bella bella davvero….una Guzzi finalmente cattiva.
    Bravi e di fegato quelli della MPC!

  5. Sante

    2011/04/28 at 6:36 PM

    Si può dire che quei cilindri infilati in quella silhouette sono dannatamente sexy??? 😀

  6. Calidreaming

    2011/04/28 at 9:56 PM

    grandissimi i ragazzi della MPC

    gran moto bravi

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