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Burt Munro: una passione da Record. Storia e imprese di un uomo, la sua Indian e l’ossessione per la velocità



(articolo di Andrea Adorni)

Nel 1920 un giovane ventunenne di Invercargill, piccola cittadina della Nuova Zelanda, acquistò una Indian Twin Scout bicilindrica. Fu l’inizio di una lunga storia d’amore. Dopo sei anni di romantiche passeggiate lungo le spiagge e sulle panoramiche stradine nei dintorni di Invercargill, nel 1926 il giovane Burt Munro promise alla sua compagna del Massachussets di farla diventare la Indian più veloce del mondo. Per Burt iniziarono così lunghe notti trascorse in garage a lavorare su motore e telaio, a fondere metallo per ottenere bielle e pistoni ogni volta più robusti e affidabili, perché la sua Indian doveva essere perfetta.

 Talmente perfetta da assorbirlo completamente. Ed è proprio per la sua amata Indian che Burt lascerà prima la moglie e poi, nel 1948,  il lavoro. In questi anni di intenso lavoro gareggiò moltissimo, principalmente su spiaggia, stabilendo numerosi record, come quando riuscì a lanciare la sua Indian a ben 120,8 miglia orarie (194,36km/h); record che rimase imbattuto per ben dodici anni. Purtroppo furono anche anni di brutti incidenti che segnarono pesantemente il suo fisico, soprattutto il cuore.

 Ma c’era un nome che ricorreva spesso nella testa di Burt – Bonneville – il lago salato dello Utah dove ogni anno si teneva il festival della velocità. Sognò per tutta la vita di poter correre su quell’immensa distesa bianca dal fascino irresistibile, e nel 1962 ci riuscì. Il suo, più che un viaggio, fu un’odissea. E quando finalmente poté accarezzare con mano quella bianca distesa tanto sognata, come un fulmine a ciel sereno arrivò la terribile doccia fredda: gli fu negata la partecipazione, non solo perché non regolarmente iscritto, ma anche perché la sua moto non rispettava i minimi requisiti di sicurezza richiesti. Quando  tutto sembrava oramai perduto e destinato a rimanere un sogno nel cassetto, grazie all’intercessione di Rollie Free e Marty Dickerson, rispettabili membri della “Land Speed Record fraternity”, riuscì a prendere il via. A 63 anni, con il cuore malato e la gamba bruciata dallo scarico della moto, Burt stabilì il nuovo primato mondiale per motociclette sotto i 916 cc alla velocità di 178,971 miglia orarie (288 km/h).

Quando rientrò ad Invercargill fu salutato da tutti come un eroe. Per anni continuò a lavorare intensamente per accrescere ancora le prestazioni della sua Indian e, nel 1967, con la cilindrata incrementata a 950cc, tornò a Bonneville per stabilire, alla bella età di 68 anni, un nuovo record. E ci riuscì. Venne cronometrato alla stratosferica velocità di 183,58 miglia orarie (295,5 km/h). Questo record è tutt’ora imbattuto.

 Nel 1978, al rientro da una passeggiata, il cuore di Burt, ormai malato da anni, cedette, separandolo per sempre da quella Indian Twin Scout che fu, per quasi 58 anni, la sua ragione di vita. Di lui resteranno per sempre la grande voglia di vivere, di sfidare il tempo e il destino. E quando vedrete un simpatico vecchietto in sella ad una vecchia motocicletta non potrete non pensare a Burt Munro.


4 Comments

  1. Martah

    2011/03/28 at 6:55 PM

    la cosa più incredibile è l’età che aveva quando ha fatto i record. Forte il vecchietto. Mi è piaciuto anche il film su di lui di qualche tempo fa

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