Connect
To Top

SBK 2011: facciamo il punto su team e Piloti dopo il GP d’Australia


(articolo di William Toscani)

Alla luce di quanto emerso ieri nelle due manche di apertura del Mondale SBK 2011, possiamo con certezza affermare che anche quest’anno, come prevedibile, lo spettacolo sarà di quelli da leccarsi i baffi… roba forte! Nonostante il dominio di Carlos Checa, a cui aggiungiamo i due brillanti secondi posti di Max Biaggi, possiamo affermare che avremo di fronte un campionato livellato ed avvincente, in perfetto stile SBK. I motivi di questa affermazione sono sostanzialmente due: la competitività delle moto e quella dei piloti.

Da queste prime scaramucce non si può non notare come là dove le moto accusano gap prestazionali sono i piloti a fare la differenza. Prendiamo per esempio il mattatore del round australiano. Il “vecchio” Carlos a fatto letteralmente volare una Ducati, anche a dispetto del gap in velocità massima nei confronti dell’Aprilia. Ma, come ha sottolineato Max Biaggi nelle sue dichiarazioni post garale bicilindriche su questo tracciato mantengono comunque un certo vantaggio“. Ed è proprio il corsaro l’ago della bilancia di questo discorso. L’Aprilia ha un gran motore in grado di dare pesanti distacchi in velocità di punta. Ma non sarebbe stato sufficiente se Max non fosse stato in grado di uscire fortissimo dall’ultimo curvone prima del rettilineo. E ci è voluta la sua classe per portare la RSV4 ben due volte sul podio, in una pista dove la moto di Noale ha sempre sofferto.

Anche la Yamaha, con Melandri e Laverty, sembrerebbe della partita: quest’anno ad Iwata hanno trovato i cavalli che probabilmente mancavano l’anno scorso, ma anche dei bei piloti. Di Melandri poco da dire. Al debutto ha concluso gara uno a ridosso della zona podio, obbiettivo centrato poi in gara due, condito da un bel duello con Max Biaggi. Macio è un manicaccio vero, per molti sopravvalutato, ma noi non crediamo sia così. Messo nelle condizioni di duellare è un animale da gara, e in Superbike, dove lo stile in bagarre è tutt’altro che di fine fioretto, Marco ha fatto vedere quel che vale nonostante soffra ancora per i postumi dell’infortunio alla spalla. Sarà spettacolo con un Melandri in palla! Ottimo debutto, e nota del week-end ,è stato anche il suo compagno di squadra Laverty. Sinceramente ha ben impresionato, veloce in superpole, ha soffiato la 4a piazza in gara 1 al suo compagno Melandri, si è perso in gara 2, ma è solo la prima gara, da tenere sotto controllo.

BMW lentamente sta affacciandosi nelle zone alte. Velocissima con Haslam, non ha sfigurato nelle mani di Corser. Come scritto tempo fa, il passo per arrivare ai vertici sembra alla portata: rimandata, ma con fiducia, alle prossime gare.

Honda e Suzuki, invece, appaiono ancora attardate, un po’ per il “fattore piloti”, un po’ per le moto apparse ancora non in perfetta forma. Rea, veloce come al solito ma fuori controllo: il pilota TenKate non è sembrato del tutto a suo agio sui saliscendi di Phillip Island, ma guai a darlo per spacciato! Il ragazzo si farà, ha del talento!. Discorso simile per Fabrizio: non sarà forse tra i pretendenti al mondiale, ma crediamo che il romano possa fare bene una volta trovato il giusto feeling con la Suzuki.

Capitolo Kawasaki. La Ninja ha un ottimo potenziale, ma paga l’essere forse la moto più “giovane” del lotto, essendo al debutto col nuovo modello. I piloti non sembrano comunque indirizzarla nel giusto sviluppo. Vedremo nelle prosime gare se la ZX-10 R saprà trovare (insieme ai piloti) il potenziale per scalare le posizioni che contano. L’assenza di Vermeulen, comunque, ha sicuramente pesato!

Va bene, per il momento basta così. Tutti temi, questi, che potranno avere conferme o smentite e che avremo modo di approfondire nel proseguio del campionato. Il Circus della SuperBike è tornato, e vi da appuntamento il prossimo 25-27 marzo sul mitico tracciato di Donington Park.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in SuperBike