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Nuova Yamaha R15 o YZF-R 150 2011: piccole cilindrate crescono. Foto e caratteristiche tecniche


(articolo di Fabrizio Farinoni)

Dal momento in cui ha preso forma, il world wide web ha favorito, ogni giorno di più, la diffusione dell’informazione e la fuga di notizie più di ogni altro mezzo di comunicazione. A sfruttarne le potenzialità ci abbiamo pensato noi, scovando un nuovo modello Yamaha che, stranamente, non aveva fatto capolino né al solone di Colonia né all’Eicma di Milano. Fin da subito, infatti, era sorto spontaneo il dubbio che più che una vera news, tra le mani, ci fosse capitata l’ennesima bufala, una di quelle che fin troppo spesso impazzano sulla rete.

Dopo un’attenta e puntigliosa indagine abbiamo scovato la nuova arrivata nientepopodimenoché sul sito indiano della Yamaha (http://www.yamaha-motor-india.com ). Una notizia che ci ha lasciato con l’acquolina in bocca. E sì, perché la YZF-R 150 è un’esclusiva del mercato indiano e se dobbiamo dirla tutta, ci fa anche un po’ d’invidia.

La YZF-R 150, o R15 ( da non confondere con la “nostra” YZF-R 125) è una piccola e cattivissima racer della casa dei tre diapason. La differente tipologia di motociclisti indiani, e un utilizzo anche cittadino che ne consegue, hanno costretto i tecnici Yamaha a conciliare le peculiarità di una stradale mantenendo viva però quella “R” scolpita sulla carena. Una moto, quindi, più sobria e meno estrema. Lo si nota subito dalle linee che, cattive quanto volete, si discostano un tantino da quelle aggressive e appuntite delle sportivissime a cui la casa di Iwata ci ha abituati. E poi ci sono i semimanubri alti che hanno tutto fuorché di sportivo, a vantaggio del confort di marcia e della facilità di guida nel traffico.

Sotto la carena si cela un piccolo propulsore che si distingue per economicità d’esercizio e rispetto dell’ambiente. Il pacato monocilindrico 4 valvole, 4 tempi di 150 cc – da cui prende il nome YZF-R 150 – è infatti capace di erogare 17 cavalli a 8500 giri\min e una coppia di 15 Nm a 7500 giri\min. Effettivamente non è un mostro di potenza. Ma c’è una novità. Se da noi oramai è un must, qui il raffreddamento a liquido è motivo d’orgoglio. Di fatto, quasi la totalità delle motociclette prodotte per l’India è priva di questo sistema, sia per ragioni di “costi” che per i chilogrammi in eccesso. Se il raffreddamento a liquido non fosse sufficiente, ci pensano quindi i 120 kg di peso a secco a far tornare il sorriso. Il peso ridotto, di fatto, evidenzia doti di velocità ed efficacia della “piccola” tra le curve di un circuito, ma anche maneggevolezza nel can can tipico delle grandi metropoli.

A garantire, inoltre, la solidità del mezzo non poteva mancare il telaio Deltabox, oramai un classico sulle sportive firmate Yamaha. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per servire a tavola un piatto molto sfizioso, tant’è che, per sottolineare la validità del prodotto, è stato varato anche un interessante campionato monomarca per consentire ai più giovani di divertirsi in piena sicurezza e sognare di poter confrontarsi, un giorno, con i grandi miti delle due ruote. (http://www.yamaha-motor-india.com/racing/index.html, cliccando potrete gustarvi anche un bel video)

Tra l’altro, i modelli di questa cilindrata, nel listino Yamaha India, sono diversi. Oltre al YZF-R 150, scoviamo la Fazer nelle tre differenti varianti: FZ16, FZS e Fazer, mosse, questa volta, da un 160cc 4 tempi a 2 valvole. E poi la serie S con l’ SZ-X e SZ equipaggiate con il medesimo propulsore. Insomma tanta carne sul fuoco e possibilità di scegliere il mezzo a seconda delle varie esigenze (http://www.yamaha-motor-india.com/product/index.html).

Molti di voi, ora, si staranno chiedendo se questi piccoli gioiellini valicheranno mai i confini Europei, approdando così nelle vetrine dei concessionari italiani. Noi ce lo auguriamo. Mezzi divertenti e nello stesso tempo poco impegnativi che, con questa cubatura, consentirebbero inoltre a molti riders di oltrepassare i caselli autostradali o più semplicemente di viaggiare sulle comode tangenziali. Un’ottima cosa, non credete?

Certo che per come sono strutturate le nostre patenti non avrebbe senso, a 18 anni, patente B o A2 alla mano, avere un 150 da 17 miseri cavalli. Ecco spiegato il perché, da noi, è il mercato delle 250 ad essersi magicamente ripreso e invigorito, obbligando le case, in primis Kawasaki con la Ninja 250 R, a proporre moto di questa cubatura.

Probabilmente, se le cose resteranno così, questi modelli 150cc li vedremo solo col binocolo. Meglio un telescopio, viste le distanze. Certo è che dare la possibilità ad un sedicenne di farsi le ossa su una Yamaha Fazer da 160cc sarebbe tutt’altra cosa.
Questo per ora è quanto, in attesa che prima o poi si metta mano ad una legislazione oramai un po’ troppo stringente rispertto ai tempi che avanzano.


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