(articolo di Larth)
Lawrence d’Arabia ha amato la sua moto. “Una moto oscura” disse, “con un tocco sanguigno che è meglio di tutti gli animali a due ruote sulla terra, a causa della sua logica estensione delle nostre facoltà conferita dalla sua instancabile dolce scorrevolezza. Perché Boa – Boa era il nomignolo di Lawrence per la sua Brough Superior - mi ama, mi dà cinque miglia in più di velocità rispetto a quella che un estraneo potrebbe ottenere da lei“.
Ora, il National Motor Museum di Beaulieu nell’Hampshire, Regno Unito, ha annunciato una nuova importante mostra che si unirà alla sua Hall of Fame: Lawrence d’Arabia e la sua Brough Superior SS100. La Brough, che è stata prestata al Museo dal suo attuale proprietario, è proprio quella con cui Lawrence ebbe il suo incidente mortale il 13 maggio 1935. Trovarla e portarla al Museo non è stato un compito facile. E ‘stato un anno e mezzo di lavoro, di amore per la motocicletta, a portare l’esperto Frank Levy a Beaulieu, dopo che casualmente si era rirotrovato seduto accanto al proprietario della moto ad un raduno motociclistico a Londra nel 2001.
Frank Levy ha dichiarato: “E’ già difficile trovare una moto originale come la Brough, e questa volta la sua provenienza celebre la rende addirittura eccezionale.” Le Brough sono state le Rolls-Royce delle motociclette anteguerra e venivano realizzate per lo più su misura, come è stato anche per Lawrence.
Lawrence, infatti, era un uomo basso e la motocicletta aveva la ruota posteriore più piccola per ospitarlo al meglio.
TE Lawrence, immortalato ai posteri come Lawrence d’Arabia, aveva un’autentica passione per le moto e, come tanti altri uomini della sua generazione, iniziò ad usarle durante la Prima Guerra Mondiale. Grazie alla pubblicazione de “I sette pilastri della saggezza” (The Seven Pillars of Wisdom, libro di memorie ma anche racconto poetico), che avrà una pubblicazione in forma ridotta con il titolo “La rivolta nel deserto”, Lawrence potè acquistare la sua prima Brough Superior Mark 1 nel 1922 con i proventi dei diritti. Iniziò così una lunga collaborazione con il marchio e col suo proprietario, George Brough. Lawrence chiama la sua Broughs ‘Boanerghes‘, che significa ‘figlio del tuono’.
L’ultima motocicletta di Lawrence (GW 2275, costruita nel 1932), era dotata di tutte le migliori attrezzature Brough Superior oltre a sistema di sospensione posteriore Bentley & Draper, forcelle anteriori Brampton, freni Royal Enfield ed apparecchiature elettriche Lucas. Il numero del motore era 22.000/S e il numero di telaio era 1041.S. Il motore sfoggiava un carburatore Amal 1.1/16-inch e un tachimetro Jaeger tarato a 120 mph. Lawrence era famoso per aver dato manetta piena sulle strade d’Inghilterra -in effetti ha rotto più di una volta!
“Il gorgoglio del mio scarico era come un lungo cordone dietro di me,” diceva. “Presto la mia velocità si spezzò, e sentii solo il grido del vento, la mia testa percossa e spinta al lato, un grido si alzò con la velocità crescente mentre l’aria di fronte era come due getti di acqua ghiacciata nei miei occhi. Ho rinforzato i piedi sulle pedane, ho spinto con le braccia, e ho stretto le ginocchia sul serbatoio fino alle protezioni in gomma sotto le mie cosce. Il terreno accidentato è passato e la strada è diventata come il volo di un uccello“
Non ci può essere alcun dubbio sul fatto che Lawrence era infatuato della sua Brough e del brivido che gli offriva. La nera e cromata Brough costò a TE Lawrence £ 170 quando l’acquistò nel 1932 ma oggi è impagabile. Un esemplare è stato venduto qualche tempo fa per la cifra di 337.000 Euro.
Nonostante le 25.000 o più miglia coperte insieme e un paio di ammaccature – l’eredità di quel fatale schianto vicino Clouds Hill, nel Dorset, quasi 70 anni fa – la Brough – l’ultima posseduta da Lawrence - è ancora impressionante. Lawrence era in sella alla Brough, da Bovington nel Dorset, al suo cottage vicino a Clouds Hill. Era il maggio del 1935. Percorreva una strada della campagna inglese; a mano a mano, con suo grande divertimento, la velocità andava aumentando quando all’improvviso si trovò di fronte alcuni ciclisti che procedevano in senso contrario: frenò bruscamente per evitarli ma la moto si impennò su un dosso uscendo di strada. La caduta gli sarà fatale.
Lo scrittore George Bernard Shaw, che aveva contribuito all’acquisto della Brough come regalo per Lawrence, ebbe a commentare la mania del suo amico per la velocità riassumendo gli eventi così: “è stato come dare una pistola a un aspirante suicida.”
La Brough subì molti danni – le pedane piegate, la sella distrutta, il proiettore del faro in frantumi, le leve del pedale di avviamento e del cambio piegate. A ripararla, dopo l’incidente, fu lo stesso George Brough. Se si guarda con attenzione la moto esposta presso il Museo, i danni al manubrio e al parafango anteriore possono ancora essere visti chiaramente.
Dal momento successivo all’incidente e alla sua riparazione, il Boa è stato raramente esposto al pubblico. Ora i visitatori del National Motor Museum di Beaulieu saranno in grado di vedere questa moto leggendaria in una teca, attorniata da altri memorabilia di TE Lawrence all’interno della Hall Of Fame.
Curiosità poco note su Lawrence d’Arabia
Dal 1922, in cerca di una nuova identità, Lawrence cancella letteralmente la propria diventando via via il soldato carrista T.E. Smith, quindi l’aviere T.E. Shaw ed infine l’aviere meccanico John Hume Ross, nome con il quale si arruola nella RAF. Da lì a sette anni sarà espulso due volte e altrettante nuovamente arruolato.
Come aviere, Lawrence fu al centro di un incidente poco conosciuto avvenuto la sera del 17 maggio 1919 all’aeroporto romano di Centocelle (allora aeroporto “Francesco Baracca”). Durante uno scalo tecnico nel trasferimento dall’Inghilterra verso Il Cairo, il suo aereo – a causa della scarsa visibilità – si capovolse: due dei membri dell’equipaggio morirono mentre gli altri, fra cui lo stesso Lawrence, rimasero solo leggermente feriti. Avuta notizia dell’incidente, il re Vittorio Emanuele III si recò personalmente a trovare Lawrence (che a trentuno anni era già personaggio di rilievo, almeno tanto da scomodare un sovrano) ricoverato in ospedale.
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