Casey Stoner scioglie le briglie ai cavalli della GP10 sulla pista di casa imponendosi, senza rivali, nel round a tempo. Seguono le Yamaha di Lorenzo e Spies. Grande Simoncelli nel finale, mentre per The Doctor, turno da dimenticare: problemi di sfiga, di grip e di Espargarò.

L’australiano desmodronico tira fuori il tigre dai cilindri della Ducati e piazza la zampata vincente tra i cordoli di Phillip Island. Più che un canguro, un coccodrillo dalla pelle rossa che azzanna cordoli, asfalto e avversari bloccando le lancette del cronometro su uno stratosferico 1.30.137. Basti pensare che Lorenzo, secondo, è staccato di oltre 6 decimi e mezzo: cose di un altro sport!
A chiudere la prima fila un lanciatissimo Ben Spies che tallona il futuro compagno di squadra con un distacco – anche per lui – di circa sei decimi, a dimostrazione di una certa sproporzione di prestazioni durante un turno che, va detto, ha gabbato molti nel finale a causa di un acquazzone imprevisto. Impossibile, a quel punto, tentare gli ultimi assalti alla pole. A farne le spese anche Valentino Rossi, ma vediamo intanto la griglia di partenza:
- STONER 1.30.137
- LORENZO
- SPIES
- SIMONCELLI
- EDWARDS
- HAYDEN
- DE PUNIET
- ROSSI
- DOVIZIOSO
- MELANDRI
- ESPARGARÒ
- KALLIO
- AOYAMA
- BAUTISTA
- PEDROSA
- BARBERA
- CAPIROSSI
Qualifiche sfortunate, dicevamo, per Rossi che accusa, prima, fastidiosi problemi di grip al posteriore, poi l’inghippo con Espargarò che lo frena in curva nel giro lanciato, poi la pioggia a fine qualifica e alla fine, fine dei giochi: ottavo in griglia e un pizzico d’amarezza. Insomma, per il Dottore si prospetta ancora una volta una gara il salita con partenza dalle retrovie. Ma viste le ultime imprese, a Valentino le salite non spaventano affatto: assisteremo all’ennesima super rimonta?
Intanto c’è da segnalare la buona prova di Simoncelli che dalla quarta casella è il primo tra le Honda in griglia. Appena nono, invece, Andrea Dovizioso che partirà con la sua HRC alle spalle di Rossi.





