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Test Raid Yamaha Super Ténéré 2010: 6.000 chilometri con la Maxi Enduro Di Iwata sulle strade del profondo Sud

Ben oltre un semplice test: 6.000 chilometri in due settimane in sella alla nuova Yamaha SuperTénéré, aspirante regina del segmento Maxi-Enduro, in un affascinante e impegnativo Raid lungo le strade e i percorsi più suggestivi del Sud Italia.
È proprio in questo genere di avventure che il rapporto Rider-moto si esalta, in una dimensione ben oltre la semplice prova: percorsi di ogni genere, strada, fuoristrada, lunghe percorrenze, lungomare, passaggi impegnativi, panorami da raggiungere e giungle urbane da attraversare. Strade che si trasformano d’improvviso in mulattiere e nastri d’asfalto da sogno su cui piegare forte.  Questi gli ingredienti dell’avventura vissuta in sella al SuperTénéré. Un’avventura in cui una moto deve sapersi mostrare compagna fedele, affidabile, pronta ad ogni evenienza ma, all’occorrenza, anche un’eccitante “arma tuttecurve” pronta a farti divertire quando il ritmo sale e la strada si raggomitola. E allora, infilatevi il casco e seguitemi in questo racconto, un po’ diverso dal solito test, alla scoperta della all terrain di Iwata.

Il primo contatto con la SuperTénéré, come da copione, è di tipo autostradale.  Non amo macinare chilometri in autostrada, ma l’occasione è buona per rielaborare mentalmente le prime impressioni sulla moto. “Facile!” mi dico, “la Super Ténéré dà subito confidenza”; esattamente la stessa sensazione provata durante il primo assaggio, tempo fa, sul Passo Rolle.
Nonostante la mole, anche con le borse montate, l’equilibrio direzionale è ottimo e lo zig zag tra le macchine poco impegnativo. Al resto ci pensa il generoso bicilindrico: sesta inserita, mappatura Touring della centralina perfetta per l’autostrada ed ecco, in viaggio si fila via lisci come l’olio, comodi e senza troppi patemi. Però c’è un particolare che mi colpisce subito negativamente. Alla soglia dei 130 Km/h si innesca un fastidio aerodinamico che interessa la zona del casco creando alcuni vortici. Più il là, durante il viaggio, proverò diverse regolazioni del parabrezza migliorando sensibilmente la situazione, senza però eliminare mai definitivamente il fenomeno. Ad ogni modo, si resiste tranquillamente in sella per ore senza che tutto ciò si trasformi mai in un  problema, e a pareggiare il conto, giunge comunque la totale assenza di vibrazioni che rende il confort a velocità di crociera di ottimo livello.

Ma non è l’autostrada il terreno sul quale intendo misurare le qualità di questa globetrotter. Per lei ho in serbo ben altro. Via dalle strade a pedaggio, quindi, e si dia inizio alle danze: davanti agli occhi ho il meraviglioso Sud, selvaggio, affascinante, ancestrale, con le strade da sogno, su cui fare indigestione di pieghe e panorami, e i passaggi più impervi e complicati attraverso i quali raggiungere luoghi mozzafiato. In altre parole, io e il SuperTénéré abbiamo un compito duro da portare a termine, una vera avventura, perché il SUD, talvolta, è un premio da conquistare.

360 GRADI. Statali, curve, zone impervie, un pout pourri nel quale una moto deve riunire in sé tante caratteristiche per riuscire a dare il meglio e instaurare quel feeling necessario a farsi percepire fedele e affidabile, ma anche divertente quando serve: percorrenze importanti ogni giorno, tutti i giorni, in condizioni sempre differenti, finché d’un tratto non ti ritrovi su una statale calabrese a ridosso del Pollino. Un vero capolavoro: traffico inesistente, asfalto perfetto e curve che sono un concentrato puro di godimento Riders, da mandare in tilt le terminazioni nervose.

Inizi la salita infilandoti nel canyon con la strada che si raggomitola sul costone della montagna. La Super Ténéré ti asseconda docile, ma vuoi di più, forzi il ritmo e lei generosamente obbedisce. La capacità di scendere in piega fulminea, fino a trovare la corda in un istante, la rende una vera outsider rispetto alla categoria d’appartenenza. Il merito va anche alle  Bridgestone Battle Wing di primo equipaggiamento, con il loro particolare profilo e il grip inesauribile (soprattutto nella guida molto  spinta a inclinazioni di piega elevate mi hanno dato una piacevolissima sensazione di tenuta. Dedicheremo loro un post a parte).

Ma torniamo alla nostra strada. Il ritmo sale in un alternarsi senza sosta di curvoni in appoggio e rapide sequenze di Pif-Paf da slalom speciale. Qui la mole della ST si fa sentire un po’ eccessivamente sui polsi ed è necessario avere forza nelle braccia per ottenere il meglio, tirando su la moto di peso e buttandola giù nella curva successiva. Il motore in configurazione “Sport”, però, e l’ottima risposta dei freni, aiutano comunque ad essere efficaci in queste situazioni: dai gas e la Super Ténéré schizza via forte in uscita, una pelatina ai freni, moto su, e sei già pronto per un nuovo attacco.
A proposito dei freni. Dopo 6.000 chilometri posso affermare, con assoluta tranquillità, che il sistema ABS installato sulla Maxi-Enduro di Iwata è tra i più efficaci e meno invasivi mai testati, al punto da rendere superflua qualunque disinstallazione, anche quando si va forte.

Alla fine arrivi in cima, rallenti, sollevi la visiera, ti godi il panorama e ti ritrovi d’improvviso con un gran sorriso sotto al casco a ripensare alle belle pieghe appena messe a segno. Ma non sempre le strade sono tutte perfette e facili da affrontare.

Da sempre un po’ snob nei confronti dell’elettronica, mi sono dovuto ricredere, verificandone la bontà proprio in situazioni d’asfalto non esattamente perfetto in cui mi sono potuto godere una guida efficace e divertente (a cui magari con altri mezzi avrei dovuto rinunciare) grazie al sistema di controllo della trazione di cui è dotata la moto. Insomma, ci si butta dentro ogni spirale di curve, anche con fondo malmesso, con la sensazione che in linea di massima se ne uscirà fuori bene. Senza parlare del divertimento a disinserire completamente il controllo di trazione quando far derapare il posteriore diventa un piacere irrrinunciabile. Proprio a proposito del sistema di trazione, il “nirvana” del divertimento, durante il viaggio, l’ho trovato con “selezione II”, abbinato alla mappatura “Sport” della centralina. Con fondo viscido e situazioni complicate, invece, “selezione I”, mappa Touring, e ci si sente sicuri ovunque, perfettamente assistiti da un “cervello” che silenziosamente lavora per noi.

A proposito delle mappature Sport e Touring, una breve considerazione. Diversamente da alcune concorrenti, per le quali la mappatura “Sport” rappresenta un’eccezione da usare solo in particolari condizioni, qui è l’esatto contrario, e la mappatura più spinta può essere usata praticamente ovunque, grazie alla piena sfruttabilità che non mette mai in crisi il pilota con un eccessivo impegno psicologico.

Anzi, la sensazione è che proprio in questa conformazione, la SuperTénéré tiri fuori un’anima piacevolmente teppistica, da dura che sa rimanere sapientemente dentro le righe: il risultato? Un vero spasso. Persino in città, dove si schizza via nel traffico con la percezione reale, in alcuni istanti, di essere in sella ad una pepata motard.  La mappatura Touring, invece, è perfetta per le tratte autostradali (con un occhio ai consumi) e su fondi poco rassicuranti come durante un acquazzone. Per il resto, come detto, dentro la Sport e buon divertimento.

Ottima sulle lunghe percorrenze, quindi, divertente tra le curve e a suo agio in città. Basta così? No, perché ad una globe-trotter si richiede da sempre qualcosa in più: quando l’asfalto finisce e sai che in cima alla collina vedrai qualcosa, un panorama cui non vuoi rinunciare – perché la strada percorsa è stata tanta e non puoi assolutamente perderti lo spettacolo – lei c’è.

Allora, senza indugio, ti lanci sulla stradina sterrata, dosi il gas, senti che la moto accetta di buon grado la situazione con le sospensioni che copiano bene le asperità, soprattutto se opportunamente adattate (basta un attimo per le regolazioni). Sali, prosegui, la ruota anteriore ti da sicurezza e ti metti in piedi sulle pedane per aumentare il  controllo. Arriva l’immancabile imprevisto, la solita voragine tipica in certi percorsi. La superTénéré non è un fuscello, con un’enduro specialistica sarebbe tutta un’altra storia, ma comunque passi, procedi e vai avanti. Sei in cima, ce l’hai fatta, e tutto sommato non hai neanche faticato troppo.

In conclusione, la SuperTénéré è di quelle moto che sanno offrire tanto a chi le sceglie. Una sorta di cilindro magico da cui tirare fuori, di volta in volta, una regina di montagna, una mangiacurve da battaglia, un’avventurosa viaggiatrice o una scacciastress da giungla urbana, e tutto questo senza grossi difetti se non i piccoli nei sopra accennati. Vale dunque la pena di mettersi la Maxi-Enduro di Iwata in garage? Certo, il prezzo non è alla portata di tutti, ma se si può, e l’avventura chiama, nessuna esitazione.

Scopri altre immagini della Super Ténéré in viaggio sulla Pagina Facebook di Pianeta Riders


20 Comments

  1. Sante

    2010/09/09 at 4:47 PM

    6.000 chilomentri in 14 giorni. deve essere stato un giro massacrante ma immagino anche bellissimo.
    Che dire, la moto stuzzica. Non è il mio genere ma se avessi soldi da spendere eccerto che me la metterei in garage :mrgreen:

  2. AlessioMarra

    2010/09/09 at 9:21 PM

    Semplicemente la migliore maxi enduro sul mercato 😈

  3. Master of

    2010/09/12 at 8:42 AM

    ma davvero si possono fare pieghe e guida aggressiva? Pensavo fosse solo una pesante moto da viaggio. Interessante

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