interviste

settembre 24th, 2010

Il mio nome è Spies. Ben, Spies: quattro chiacchiere con Mr. Texas Terror

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Vi abbiamo già raccontato dell’incontro avvenuto qualche tempo fa con Ben Spies a Milano. L’occasione è stata una piacevole giornata organizzata da uno dei suoi main sponsor, il produttore di caschi HJC, presso un punto vendita UnionBike della città meneghina.

Ma l’evento è stato soprattutto un ottimo pretesto per conoscere meglio il pilota americano che si è concesso agl’addetti ai lavori, giornalisti delle migliori testate e magazine online, per rispondere ad alcune domande e darci così la possibilità di farlo conoscere meglio dal pubblico italiano, sempre più rapito dalla sua inarrestabile escalation fatta di classe e talento puro.

Prima di passare al resoconto della conferenza stampa, però, una piccola considerazione. Il prossimo anno, Ben, ragazzo che ci è apparso molto serio, poco incline ai teatrini, e riservato, sarà sulla M1 di Vale Rossi. E speriamo di non vedere il campione americano fagocitato e passato al tritacarne da quei media che, non  accontentandosi delle qualità evidenziate tra i cordoli, pretendono oramai sempre più da un pilota inspiegabili doti da animatore turistico.

 

Tra i passaggi più interessanti emersi dalle risposte di Spies, c’è sicuramente quello riguardante l’inaspettata serie di risultati raggiunti in sella alla Yamaha Tech3: “ero convinto che rimanere tra i primi otto in campionato mi sarebbe bastato ma poi sono arrivati i due podi, soprattutto quello di Indianapolis dove tutti i rivali migliori erano presenti in pista.
Ma la considerazione più interessante, Ben la fa a proposito dei prossimi cambiamenti che interesseranno la MotoGp col ritorno alla cilindrata 1000cc: “A livello di guida non ho ancora compiuto l’evoluzione completa dalla Superbike alla MotoGP,  ma nell’apprendimento – che in parte è già avvenuto – ci sono alcuni punti da non perdere perché nel 2012 con le nuove 1000cc si potrebbe tornare ad uno stile di guida molto simile alla Superbike.”

Giunge poi la domanda di rito su Jorge Lorenzo, compagno di squadra “ingombrante” a partire dalla prossima stagione, e qui emerge la diplomazia dell’americano  che senza sbilanciarsi troppo risponde ottimisticamente:credo che con Jorge mi troverò bene. Attualmente è il pilota migliore, e nel conoscerlo di persona ho avuto una buona impressione. Cercherò di imparare da lui il più possibile e non credo ci saranno problemi. ma confido che ci possa essere una buona collaborazione”.

Poi, però, Ben si sbilancia un po’, e parlando dei Top Riders lascia intendere una stima sincera per il pilota spagnolo: “Premesso che Valentino rimane sempre un mito, potrebbe avvenire un cambio al vertice, come è normale che sia col passare del tempo. Stoner è un pilota con grandi doti di talento puro, ma Jorge è quello che possiede tutto ciò che serve ad un pilota oggi. Per questo guida il Mondiale e lo considero  il pilota da battere. Anche Pedrosa non è da sottovalutare, specialmente nelle ultime gare è andato forte. Se gli lasci prendere due secondi  al via, poi non lo riprendi più”.

Per zittire certe voci circa la possibilità che la Yamaha Tech3 dello statunitense avesse ricevuto un’iniezione di aggiornamenti dopo la conferma del passaggio alla M1 ufficiale, Ben specifica:  “Non è cambiato molto sulla moto anche se sono passato pilota ufficiale. A partire da Laguna abbiamo ricevuto un aggiornamento di motore, ma molto limitato. Ci vorrebbe più di potenza, come risulta evidente osservando le velocità di punta in gare come Indianapolis, Brno o Misano”.

Una risposta, infine, la dice lunga sul personaggio Ben Spies. Si parlava di popolarità e di quanto la sua fosse cresciuta in patria dopo la vittoria del titolo in SuperBike e l’arrivo in MotoGP: “in America questo sport non è così popolare come in Europa. Nonostante io abbia vinto anche un mondiale e ora sia in MotoGP non è cambiato nulla, la gente non mi riconosce  e non mi  ferma per strada. A me, in ogni caso, questo non importa. Conta molto di più che sia il nostro sport a crescere in popolarità”.
Ed è proprio questa, fatta nel finale, il tipo di dichiarazione che fa la differenza, non trovate?



About the Author

Mr D
alias Diego D’Andrea. Fondatore di Pianeta Riders è un instancabile cacciatore di percorsi tutte curve e inesauribile viaggiatore. Appassionato da sempre di moto e scrittura, è l’Autore della guida “Itineriders” dedicata ai percorsi motociclistici più belli del Centro Italia




 
 

 
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2 Comments


  1. Bastard Machine

    Grande BEN!!!
    E il prossimo anno sarà una brutta gatta da pelare per tutti



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