Come un fulmine a ciel sereno? In effetti no, e i sentori di quanto oggi pomeriggio è stato reso noto attraverso una dichiarazione di Borgo Panigale erano nell’aria già da un po’: Ducati potrebbe (il condizionale è solo una precauzione, per altro superflua) rinunciare a partecipare ufficialmente al mondiale SuperBike 2011.
Le cause? Più che altro mille ipotesi e un gran numero di illazioni che partono dalla costatazione di un 2010 disastroso per la casa di Borgo Panigale, con un progetto che ha stentato ad uscire dal tunnel con moto e piloti in affanno (team ufficiale Xerox), fino a giungere a quelle voci per le quali “l’addio” è da imputarsi all’elevato impegno economico e strutturale per portare Rossi sulla Rossa in MotoGp. Un’operazione impegnativa che avrebbe portato alla sofferta decisione di congelare la SuperBike per puntare tutto sul motomondiale nella stagione 2011.
Ma queste sono solo ipotesi, e mille altre potrebbero essere le ragioni alla base di un colpo di scena che scuote l’intero mondo delle derivate di serie. Perché alla luce dei tantissimi titoli vinti (13 mondiali piloti e 16 mondiali costruttori), in questi anni le bicilindriche bolognesi si sono affermate come simbolo di quello che da più parti è considerato il più avvincente dei campionati motociclistici, superiore, per spettacolo, alla stessa MotoGp, dove Ducati è sempre stata l’antagonista, la moto da battere per chiunque cercasse di affermarsi con un marchio differente o un motore a quattro cilindri. Possibile che finisca tutto così?






