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Super Prova Ducati Multistrada 1200 2010: tutto, ma proprio tutto, sull’arma totale di Borgo Panigale

Leader indiscussa del mercato Maxi-Enduro è stata, fino ad oggi, la BMW R1200GS. Una moto massiccia e potente nella sua ultima versione da 120 Hp, capace di sbaragliare la concorrenza grazie al fascino del blasone e a vendite da capogiro. Ma gli altri costruttori non sono rimasti a guardare e da più parti si tenta (e si è tentato) l’assalto alla leadership di questa interessante fetta di mercato. Ducati, sterzando dal suo DNA di sportivissime moto stradali,  è da un po’ che ci prova. Nella sua prima versione sviluppata sulla mitica Futa, la Multistrada non riuscì a riscuotere il consenso sperato: troppo strana la linea (disegnata da P. Treblanche) ma soprattutto ancora troppo racing l’indole, peccando proprio nell’animo tourer e polivalente che poco aderiva al concetto di Multistrada. Ma a Borgo Panigale non si sono arresi, ed ecco arrivare la nuova Multistrada 1200 con l’intenzione dichiarata di riscrivere i parametri di moto totale. Ci sarà riuscita? Scopriamolo insieme in questo lungo e approfondito Test.

La vera rivoluzione proposta dalla Multistrada si chiama RIDING MODE, un complesso sistema elettronico che trasforma la moto in 4 mezzi differenti: uno per districarsi in città, uno per affrontare le curve del proprio passo preferito, uno per viaggiare comodi e l’ultimo per impolverarsi felici sui percorsi non asfaltati. Tutto questo con un semplice click. La moto in prova, è la superaccessoriata versione S, che al Riding Mode abbina il sistema di controllo elettronico delle sospensioni che cambiano taratura in relazione alla mappatura selezionata (sistema non previsto sulla versione Standard con taratura “tradizionale”)

DA FERMA

E’ bella la nuova Multistrada, bella e ben rifinita tagliando i ponti con il modello precedente a cominciare dalla linea. Aggressiva e slanciata rispetto alla Multi di Treblanche, riprende gli stilemi classici della produzione sportiva Ducati, reinterpretati nello stile della moto. Elementi caratterizzanti, oltre all’aguzzo becco frontale, il forcellone  monobraccio in alluminio, i cerchi Marchesini, il cupolino aggressivo con gli elementi ottici che ricordano quelli della 1198, e i paramani con frecce integrate che insieme al paracoppa in alluminio sono importati direttamente dal mondo dell’off-road.  Spicca, infine, sulla ruota posteriore la protezione para sassi come il mercato Tedesco impone, mentre belle ed efficienti appaiono le lunghe pedane passeggero con la pratica maniglia pieghevole per issare la moto sul cavalletto centrale (sulla pedana di destra) e dotate di gomma anti-vibrazioni.

In merito alla ciclistica non passano inosservate le soluzioni raffinate con cui Ducati ha equipaggiato la Multistrada, come le massicce radiali Brembo e le sospensioni  (elettroniche in questa versione S) della svedese Ohlins. Rivoluzionato anche il telaio con la vecchia struttura in tubi di acciaio sostituita da uno chassis composito con le piastre in alluminio che abbracciano il traliccio nella zona centrale della moto per un risultato di maggiore rigidità e leggerezza. Nuovo anche il codone posteriore, ora in tecnopolimero e fibra di vetro, capace di sostenere senza sforzo il peso di pilota, passeggero e bagagli; un utile accorgimento che unito al nuovo telaio ferma il peso della moto sotto i 190 kg: record di categoria.

Passando  alla “sala comandi”, sul lato destro troviamo il nuovo starter a “baionetta”, mentre a siunistra, oltre al comando pulsante del clacson ( un po’ piccolo a mio avviso) il devio luci e il comando frecce che serve anche ad inserire/disinserire il Riding Mode. Completano il tutto altri due pulsanti per scorrere le varie informazioni visualizzabili sul futuristico cruscotto: oltre a fornire numerose informazioni contemporaneamente, di notte il cruscotto riflette le informazioni sul Plexi del cupolino dando l’idea di attraversare l’oscurità a bordo di un caccia. La nuova Dashbord è composta da quattro quadranti distinti: il centrale a forma trapezoidale dove troviamo visualizzate velocità, numero di giri, temperatura, livello carburante, orologio, trip (totale o parziale a seconda della scelta), contamarce, e spia del controllo trazione ( DTC); a fianco troviamo altri 3 elementi di minori dimensioni: in quello superiore sono raccolte tutte le spie di servizio; in quello circolare appaiono le diverse configurazioni del Riding Mode, delle sospensioni, del controllo trazione e gli intervalli di manutenzione (la nuova Multistrada è l’unica  moto che consente di settare, contemporaneamente, e con una procedura tutto sommato semplice, il controllo trazione, la taratura delle sospensioni elettroniche (ma solo sulla versione S) e la potenza erogata dal motore; addirittura è possibile fare tutto questo in marcia chiudendo semplicemente la manopola del gas); l’elemento più in basso, infine, è per le spie delle frecce.

Da segnalare i due pratici vani portaoggetti di fianco al quadro strumenti, dove si possono riporre piccoli oggetti o il biglietto autostradale che fanno il paio col capiente vano sottosella dove  trovano alloggiamento i documenti, un blocca disco e persino una tuta antipioggia ben ripiegata.

E ORA SI PARTE

La nuova Multistrada accoglie il pilota con una posizione in sella molto comoda: busto eretto, gambe distese con pedane ben distanziate. Il manubrio largo ed alto di chiara impostazione fuoristradistica è leggermente inclinato verso il busto (personalmente lo avrei preferito in posizione più centrale, per caricare meglio l’avantreno nella guida più aggressiva e tenersi meglio in fase di accelerazione). La Multi regala subito un’elevata sensazione di controllo, con un raggio di sterzo generoso che permette di invertire marcia in un fazzoletto: utilissimo in città e sui percorsi impegnativi in fuoristrada.

Grazie all’ottimo raccordo tra sella e serbatoio (abbastanza stretto) ci si muove con una certa agilità in sella quando è il momento di cambiare posizione tra una piega e l’altra (magia della ridotta sezione frontale del bicilindrico a L). Durante la guida, invece, infastidisce il cavalletto centrale che interferisce con la parte finale dello stivale sinistro del pilota in maniera poco piacevole. Da segnalare negativamente anche l’appiglio per il passeggero offerto dai due maniglioni ai lati del codone non giudicati ottimali perché posti troppo indietro rispetto al busto. Da riferimento, invece, la visuale offerta dagli specchi retrovisori.

Un piccolo accenno alla procedura d’accensione del mezzo. Sparisce la chiave d’avviamento (in verità una chiave in dotazione la avrete sempre, vi servirà ad aprire il vano sottosella e sopratutto il tappo serbatoio), sostituita da una chiave definita “attiva”, dotata di batteria, e riposta in una piccola custodia in plastica. La chiave attiva (di derivazione automobilistica) permette al cruscotto di attivarsi per poi poter provvedere ad accendere la moto se si resta in un raggio di 1,5 metri (basta tenerla in tasca): quindi, avvicinatevi alla Multistada, spostate la leva rossa sul blocchetto di destra e tenetela premuta alcuni secondi verso il basso e il cruscotto, magicamente, si attiverà. Rilasciate ora la levetta e fatela scattare verso l’alto (movimento a baionetta) così che andrete a scoprire il pulsante di accensione, schiacciatelo e godetevi a pieno l’inconfondibile sound del motore.

Borbotta deciso il propulsore di questa nuova Rossa: ruotando la manopola ancora in folle, i giri motore salgono veloci e i cristalli liquidi del display schizzano verso l’alto lasciando intendere fin da subito che aria tira. Non dimentichiamoci, infatti, che a potenza piena (con la mappa Sport inserita) il bicilindrico è in grado di erogare la potenza niente male di 150 cv. Il Desmoquattro raffreddato a liquido della Multistrada è figlio dei propulsori che da anni spopolano nel mondiale delle derivate, che convertito all’utilizzo stradale, si accredita di una considerevole spinta in basso che si distende poi su tutto l’arco di coppia.

Inseriamo la prima e via. Il cambio si rivela ottimo con una corsa breve della leva e rapporti che entrano dolci e senza impuntamenti. I comandi sono morbidi e facili da azionare, con la sola frizione un pelino dura. Dietro il cupolino, regolabile manualmente in 3 diverse posizioni, il pilota sta ben protetto, anche se nella posizione più alta la parte superiore del casco è stata comunque interessata da leggeri vortici, così come le spalle e la parte superiore del busto (l’avversaria BMW R1200GS, ad esempio, risulta più protettiva); mentre le gambe sono ben riparate dai convogliatori laterali.

Nota di merito per  l’impianto frenante che, grazie all’unità Brembo (accoppiata pinze radiali più dischi da 320mm all’anteriore), garantisce una notevole potenza al limite del ribaltamento. Solo nella prima corsa della leva si registra una mancanza di mordente come se le pinze non attaccassero. Scelta probabilmente dettata dal doversi adattare anche all’utilizzo off road dove una pinzata troppo decisa nella prima parte della corsa può essere fatale. L’ABS, come talvolta accade, è risultato invece un po’ troppo invasivo, sopratutto sullo sterrato e nelle staccate più decise in strada. Qualora non si guidasse in condizioni critiche (e soprattutto se ci si volesse godere una guida un po’ più allegra) si può scegliere di disinserirlo per una frenata tradizionale sull’anteriore.

Prma di passare all’analisi delle caratteristiche di guida nelle diverse selezioni del Riding Mode, un accenno alle Pirelli Scorpion Sync di primo equipaggiamento che si sono rivelate davvero niente male. Realizzate specificamente per la Multistrada sono dotate di uno specifico battistrada per la guida on-off  e sono realizzate con tecnologia bimescola, per aumentare la durata e offrire al contempo un ottimo grip nelle pieghe più spinte.

APPROFONDIMENTO: SENSAZIONI DI GUIDA COL RIDING MODE

Passiamo ora ad analizzare in maniera più approfondita, i vantaggi e gli svantaggi del sistema Riding Mode, vera innovazione di questa motocicletta, in base alle diverse modalità selezionabili.

URBAN. Il motore si assesta sui 100 cavalli e il controllo di trazione si setta sul livello più alto (6). L’erogazione si fa molto dolce permettendo di scendere anche ai regimi piuttosto bassi. Una cosa, però, va detta: sotto i 2000 giri il bicilindrico Desmo strappa come da tradizione, rendendo la guida in mezzo al traffico (con i caratteristici stop and go) non troppo fluida. Le sospensioni tarate sul morbido, invece, filtrano senza problemi le asperità del manto stradale consentendo di superare buche e tombini quasi senza accorgersene, persino quando si esagera. L’ottima ciclistica, le dimensioni compatte e il raggio di sterzo favorevole regalano una guida disinvolta, quasi scooteristica, sotto lo sguardo continuo dei curiosi. Un’ultima considerazione positiva sulla mappatura URBAN è l’estrema facilita’ e sicurezza di guida che la rende preferibile nelle condizioni di guida più estreme (come ad esempio un violento acquazzone). Frangenti dove la Sport e la Confort si son rivelate fin troppo aggressive; peccato solo per le sospensioni che restano un po’ troppo soft (parametro che pero’ si può facilmente personalizzare dall’apposito menu’).

SPORT. Qui la Multistrada non scherza: 150 cv di potenza, erogazione cattiva, sospensioni dure trasformano la moto  in un’affilatissima belva che divora rettilinei in un baleno e s’infila in piena curva alla velocità del pensiero; in uscita, occhio a dosare il gas perché il controllo di trazione è settato ad un livello basso (4) e impennate  e derapate al posteriore sono all’ordine del giorno.Quel che stupisce di più, ad ogni modo, è la capacità di inserimento garantito dal settaggio ad hoc delle sospensioni. Un inserimento chirurgico con la moto che prende rapida la corda rimanendo sulla traiettoria impostata fino a nuovo ordine: un grande feeling di guida che si traduce in un divertimento senza fine tra le curve. Lento? Veloce? no problem! La nuova Multi è una vera goduria, con  angoli di piega elevatissimi il cui limite è determinato dalla sola altezza delle pedane (che però non arrivano a strusciare neanche troppo presto). Da segnalare, in conformazione Sport, un unico limite: da 2000 a 6000 giri il motore spinge come un toro, ma da 6000 in poi (fino al limitatore) il “Borgo Panigale Espress” ricorda in un attimo perché ha vinto numerosi titoli in SBK, catapultando in avanti con una rabbia davvero eccessiva per un uso stradale: impossibile sfruttarne tutto il potenziale su percorsi aperti al traffico! In altre parole, la “Sport” non è una mappatura dedicata ai novellini, quindi, maneggiare con cura.

CONFORT. La mappatura che ho usato prevalentemente in autostrada e sulle statali in trasferimento: sospensioni morbide, erogazione addolcita (nonostante la potenza ancora sui 150cv) e DTC a livello intermedio (5) offre una grande spinta ai medi regimi sacrificando solo un po’ i bassi. Anche in sesta, in autostrada, si supera in scioltezza qualunque mezzo a 4 o più ruote agendo semplicemente sul comando del gas. Persino tra le curve, quando non si vuole strafare con la mappatura Sport, la Confort è da preferire perché più gestibile, impegna meno psicologicamente, e sopratutto piacerà di più alla vostra compagna che non si indispettirà per l’erogazione brusca e l’effetto on/off del setting più radicale.

ENDURO. La modalità, tra quelle selezionabili, che stupisce di più, perché messaggi marketing a parte, era difficile immaginare che la Multistrada potesse comportarsi così bene in fuoristrada. La vera sorpresa del Test! Le misure compatte della moto, la potenza che scende a 100 cv, le sospensioni che si alzano di 2 cm (e si ammorbidiscono) e il controllo di trazione che si setta a livello 2,  rendono la moto uno spasso sulle strade  polverose in offroad. Certo, non vi aspettate di affrontare canaloni o fangaie: né le coperture, né la moto in generale lo permetterebbero; ma sulle strade battute tra pini e cipressi, tipiche ad esempio dei paesaggi toscani, la nuova 1200 fila veloce e stabile, infondendo sicurezza anche nella guida in piedi. Un comportamento da riferimento per l’intera categoria, e allora un consiglio: una volta ogni tanto concedetele una piccola “distrazione” in mezzo alla natura (ricordate solo, in questo caso, di valutare l’eventuale disinserimento dell’ABS)

 CONCLUSIONI

Inizialmente scettico sull’uso di cotanta Elettronica sulle motociclette in genere, devo ammettere che il Riding Mode, in particolare, mi ha stregato sin da subito, portandomi a smanettare sul selettore del “cambio modalità” ogni qualvolta affrontavo un percorso dalle caratteristiche differenti: città, autostrada, passo di montagna e zone sterrate. E’ vero che tutta questa tecnologia comporta un aumento considerevole del prezzo ma Ducati ha di nuovo alzato l’asticella del confronto creando un mezzo oggettivamente fuori dal comune e soprattutto, convincente (piace, tra l’altro, che in termini di manutenzione il primo vero check up completo sia posto alla soglia dei 24.000 km). La caratteristica di cucirsi la Multistrada addosso, in relazione alle diverse esigenze, è il vero asso nella manica di questa moto: la  possibilità  di settare le sospensioni rispetto al carico installato (pilota, pilota più borse, pilota più passeggero, pilota passeggero più borse) come d’altronde consente di fare anche la BMW GS, si arricchisce della possibilità di personalizzare ogni singolo parametro del Riding Mode. Forse tutto questo su una moto non è strettamente indispensabile (qualcuno potrebbe dire anche “superfluo”), ma se c’è – credetemi – aiuta e rendere tutto più semplice.

La Multistrada 1200 viene offerta ad un prezzo Base di 15.900 euro per la Standard (con ABS), mentre la S (dotata di sospensione elettroniche che si adeguano al Riding Mode) viene a costare 19.000 euro nella versione più accessoriata (la Touring, completa di borse e svariati accessori per viaggiare, oppure la Sport, ricca di particolari in fibra di carbonio). Se “l’impresa vale la spesa” è una considerazione che lasciamo al giudizio di ognuno. I colori disponibili sono in rosso e il bianco per la Base cui si aggiunge un aggressivo nero per la versione S .

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Ma in definitiva, la Multistrada 1200 è la nuova moto totale? Diciamo che se non lo è ci si avvicina molto. Forse mai nessuna, prima d’ora, ha sfiorato il risultato come lei: sportiva è sportiva, e ora, grazie anche al Riding Mode, risulta più confortevole e adatta ai viaggi; restano solo un po’ di strappi di troppo ai bassi regimi e una proiettività aerodinamica perfettibile per far fronte al globtrotting estremo. Si, in effetti avete ragione, stiamo cercando proprio il classico pelo nell’uovo!

[Si ringrazia il concessionario Chiocchetti Moto S.r.l di Lucca per la gentilezza e la disponibilità].

Abbigliamento tecnico della prova


16 Comments

  1. Sante

    2010/06/04 at 10:22 AM

    Bellissimo test, molto molto ricco di informazioni. Non pensavo che la Multistrada andasse così forte anche in fuoristrada, secondo voi potrebbe essere un’alternativa alla KTM ADV? O la KTM è più specialistica? Comunque a costare costa, anche perché dopo che ho letto delle magie del sistema elettroico delle sospensioni mi piacerebbe proprio la versione S :mrgreen:

  2. Emiliano79

    2010/06/04 at 10:27 AM

    non a caso è la moto dell’anno. Brava Ducati, bella bestiola.

    @Sante
    secondo me l’adventure in fuoristrada rimane migliore (ruota anteriore, altezza della moto, ecc ecc)ma nel complesso mi sa che non c’è storia, vince la Multi! 😉

  3. Duca Rosso

    2010/06/05 at 10:57 AM

    Complimenti, bella prova, molto completa. La Multi è una gran moto, a me personalmente convince ancora poco la linea, ma è un fatto personale (cioè, in Ducati in passato hanno dimostrato di saper fare di meglio in quanto a look… ultimamente così e così).
    In conformazione Sport sta moto dev’essere una roba esagerata (sarà che sto motore un po’ lo conosco 😉 )
    Saluti,
    il Duca

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  12. BEATRICE

    2011/07/23 at 3:10 PM

    la moto è una favola,confortevole in due e divertente da solo….
    è una favola dorata visto il suo costo,
    …una favola visto che la moto da parecchi problemi di elettronica,dopo un mese dall’acquisto non abbiamo fatto altro che portarla in assistenza,senza riuscire a risolvere mezzo problema!!!cambiato la chiave tre volte, problemi al motore,addirittura si è spenta in marcia!!!!la moto non ha neanche un anno!!!bell’investimento!!!!vedremo che farne visto che le rate bisogna continuare a pagarle per un grande flop!!!!!!!

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