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curiosità

maggio 21st, 2010

Retro Rockets: Norton Wankel RCW 588, la leggenda dell’oro nero

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Inghilterra, metà anni 80, un giovane ingegnere di nome Brian Crighton lavora in pianta stabile al reparto di ricerca e sviluppo della Norton Motorcycles. In quegli anni la produzione della casa Inglese è incentrata su modelli a motore rotativo Wankel, come la Interpol, mezzo destinato alle sole forze di Polizia locale. Una modesta “motociclettina” dotata di un birotore Wankel da 600 centimetri cubici e una potenza pari a 85 cv. Ma Crighton era un ex pilota e intravide fin da  subito le enormi potenzialità di questo propulsore applicato ad una moto dall’indole più sportiva della Interpol.

Ed è qui che ha inizio una delle più belle favole della storia del motociclismo: una storia fatta di passione, sudore e coraggio che, grazie alla geniale intuizioni di Crichton, fece nascere una delle più belle ed esotiche motociclette del panorama mondiale: la Norton RC/RCW 588.

Ma per Brian Crighton non fu un’impresa facile. Il primo ostacolo fu proporre il progetto di motocicletta racing alla dirigenza Norton. Forte delle sue ricerche e della seria possibilità di raggiungere fin da subito potenze prossime ai 120 cv, elaborando in maniera adeguata il propulsore, Crighton si propose con grande entusiasmo. Purtroppo però la  Norton  navigava in cattive acque in quel periodo  e  non aveva molti fondi da stanziare sul progetto; l’ingegnere inglese, tuttavia, non si perse d’animo e si lanciò, da solo, nel durissimo lavoro di sviluppo, rinunciando persino al suo tempo libero. Nonostante il grande impegno, però, la dirigenza Norton continuava a mostrare diffidenza verso il progetto, fino a quando, un cambio di regia all’interno del management dello storico marchio inglese non consentì a Brian Crighton di dare vita finalmente al suo sogno.

È così che nasce la prima Norton rotativa da corsa dell’era moderna, la ormai leggendaria RC 588 raffreddata ad aria, da cui fu sviluppata la plurivittoriosa sorella RCW 588 raffreddata al liquido (sistema introdotto da Crigton per limitare uno dei grossi problemi di un motore rotativo, ovvero, l’eccessivo surriscaldamento dei meccanismi).

La moto debuttò in gara nel campionato inglese nel 1989, forte della sponsorizzazione della JPS (John Player Special). Bellissime ed eleganti allo stesso tempo nella livrea nera e oro (che fu in precedenza delle Lotus F1) e con i piloti con tutta, guanti e casco rigorosamente coordinati, le 588 sprizzavano orgoglio Britannico da ogni singolo bullone, facendo gridare al miracolo i tifosi d’oltremanica! I Piloti, per quella stagione, furono il giovane Steve Spray e il suo compagno di Squadra Trevor Nation.

L’arrivo della Norton a motore rotativo, in quello che allora era l’attuale campionato Superbike Inglese, ebbe l’effetto di una bomba atomica. Mai nessuno avrebbe pensato che potesse raggiungere tali risultati se non il solo Crighton. La moto filava come il vento grazie al propulsore dal suono unico e inconfondibile capace di  sfoderare la bellezza di 135 CV a 9.800 giri/min misurati all’albero (una potenza impressionante per l’epoca) per un peso complessivo di soli 145 Kg a secco.

E così Steve Spray, pur se inesperto, sfoderò una grinta e una determinazione incredibile portando la RCW 588 a risultati insperati per un Team quasi a conduzione familiare, culminati con la vittoria dei due titoli a disposizione quell’anno: il Campionato Inglese TT F1 che si correva con le Superbike da 750 cc e l’MCN/ACU British Championship. 10 vittorie in gara e ben 9 record sul giro sono i numeri di questa storica impresa! La piccola squadra corse di Brian Crighton riuscì cosi  nel colpaccio,  grazie alle formidabili intuizioni del suo ingegnere, alla ferrea volontà di  inseguire un sogno e alla straordinaria rabbia di Spray che lottò fino in fondo senza mai risparmiarsi.

La moto, col passare degli anni, conobbe svariate evoluzioni sopratutto a livello di ciclistica, passando da uno Chassis Spondon ad un Harris (due grandi Maestri telaisti inglesi) e adottando diverse soluzioni anche a livello di ammortizzatore posteriore, doppio o singolo, nelle ultime versioni.

I successi in gara non si fermarono all’89. La Norton Wankel vinse un altro campionato inglese nel 94 con Ian Simpson oltre che ad aggiudicarsi diverse vittorie  e podi sui “terribili” circuiti stradali quali la North West 200 e il mitico Tourist Trophy con piloti del calibro dei compianti Robert Dunlop e Steve Hislop, oltre che al già citato Trevor Nation. Epica la Battaglia tra Fogarty su Yamaha Ufficiale e Steve Hislop sulla Norton Rotativa nel TT del 1992 a suon di giri Record, culminata proprio con la vittoria di Hizzy  su Foggy (con Carl che finiva staccato di soli 4,4 secondi dopo una lotta estenuante sul filo dei decimi sfociata in un record sul giro durato 10 anni).

Anche il mitico Rocket Ron Haslam padre del giovane Leon (che attualmente comanda il campionato Mondiale SBK a cavallo della Suzuki Alstare), colse diverse affermazioni su questo bolide: vittoria al Transatlantic Trophy con 3 successi su 3 gare, e secondo posto finale nel Campionato Inglese del 1991 a causa di un inizio stagione non troppo fortunato. Nonostante questo, Haslam riuscì a batter ben 6 record sul giro su 6 diversi tracciati e  a finire addirittura 12° in una gara del campionato del mondo Gp 500  due tempi, a cui la Norton fu ammessa  con una speciale deroga.

httpv://www.youtube.com/watch?v=YFX_-iOgQUM

Questa, dunque, la mirabolante storia della Norton RCW 588, una storia breve ma intensa a cavallo degli anni 80 e 90 che ha lasciato una traccia indelebile nel cuore degli appassionati. Purtroppo il fallimento della Casa Inglese, ma sopratutto  il notevole “odio” covato dagli altri Team nei confronti di questa belva (Team che investivano milioni e non potevano e dovevano esser battuti da una piccolissima, ma agguerritissima squadra), riuscirono a  far bandire la Norton Wankel dalle competizioni ufficiali, a causa – a quanto si racconta – dell’impossibilità di definire con certezza la cilindrata del motore rotativo rispetto ad uno tradizionale a ciclo otto. La Splendida Favola di questa motocicletta, e dell’Ingegner Brian Crighton, non fu interrotta quindi  sul campo, ma come spesso accade dalle logiche ottuse di un regolamento (pretestuoso!).

Di questa moto ne fu’ prodotta anche una bellissima versione stradale denominata F1, sempre a motore Wankel Rotativoma questa è un altra storia! Per chi fosse appassionato di musica, infine, ecco come “suona” il motore di una RCW 588

httpv://www.youtube.com/watch?v=LWaA40esdWg

Approfondimenti: IL MOTORE WANKEL

Il motore WANKEL prende il nome del suo stesso inventore, tale FELIX WANKEL (tedesco) che inventò e sviluppò questo particolare propulsore  agli inizi degli anni 50. Differisce dai normali motori a pistoni per il semplice fatto che i pistoni non ci sono; difatti, vengono sostituiti da un unico rotore di forma triangolare con lati leggermente convessi che ruota intorno al proprio asse (per questo viene denominato motore rotativo), all’interno di una camera di scoppio denominata epitrocoide, praticamente un ellisse dai bordi un po’ schiacciati.

Ruotando eccentricamente all’interno di questa camera il rotore la suddivide in tre sezioni distinte, dove vengono compiute contemporaneamente l’aspirazione, l’accensione, la combustione, lo scoppio e la scarico. Tra i numerosi  vantaggi di questo motore rispetto ad un unità tradizionale troviamo: semplicità del progetto, minore rumorosità  meccanica e basse vibrazioni, un’elevata leggerezza dovuta alle minori parti che lo compongono; ma soprattutto, una  potenza nettamente superiore a parità di cilindrata. Tra gli svantaggi, invece, i principali sono: l’elevata complessità nella realizzazione del rotore e dello statore.

Specifiche tecniche Norton Wankel RCW 588

  • Motore: Rotativo Wankel Birotore raffreddato a Liquido
  • Cilindrata: 588cc
  • Rapporto di compressione: 9.2:1 
  • Cambio: cinque velocità
  • Potenza Max: più di 135 CV a 9.800 giri / min all’albero
  • Coppia massima: 77 £ / ft a 8000 giri / min
  • Telaio: in alluminio  Spondon
  • Freni: coppia dischi da 320 mm anteriori con pinze a sei pistoncini Lockheed.
  • Singolo disco da 220 mm al posteriore con pinza a due pistoncini Brembo
  • Ruote: 3.5 x 17 in magnesio a tre razze Dymag  per la ruota anteriore.
  • Cerchio da 5,5 x 18 in magnesio a tre razze  per la ruota posteriore sempre Dymag.
  • Pneumatici: radiali Dunlop
  • Peso: meno di 145 kg



About the Author

Mr D
alias Diego D’Andrea. Fondatore di Pianeta Riders è un instancabile cacciatore di percorsi tutte curve e inesauribile viaggiatore. Appassionato da sempre di moto e scrittura, è l’Autore della guida “Itineriders” dedicata ai percorsi motociclistici più belli del Centro Italia




 
 

 
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