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aprile 19th, 2010

Test Kawasaki Z1000 MY 2010: Fast and Furious

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Kawasaki si evidenzia da sempre per l’appeal emozionale che contraddistingue i suoi modelli, sinonimo di moto grintose, veloci e dalla forte personalità motoristica. Oggi vi presentiamo l’ultima straccia-pneumatici della casa di Akashi, la naked  Z1000, appena giunta alla sua terza generazione con la versione 2010. E allora Riders, tenetevi forte, perché qua sotto c’è roba che scotta. E soprattutto: la nuova Zeta è di quelle moto che su strada non fanno prigionieri.

SGUARDO DA ORIENTALE. Oramai lo avrete sentito dire 1000 volte:  le linee della famiglia Z sembrano uscite dalla matita di un disegnatore Manga. Inutile girarci attorno, le cose stanno proprio così. E nel caso della Z1000 my 2010 lo sono ancora di più, visto che la moto riprende gli stilemi classici dei modelli che l’hanno preceduta estremizzandoli ulteriormente… quasi all’eccesso. Il risultato è una moto dalle forme muscolose e aggressive, a tratti un po’ panciute,  caratterizzata da numerosi spigoli e tutta protesa sull’anteriore, tanto da somigliare ad un Bulldog pronto a ringhiare contro chiunque gli volesse intralciare il cammino.

Forse d’impatto potrà non piacere a tutti, ma una cosa va detta: la Z è di quelle moto che “di persona” fanno tutt’altro effetto, con una linea che conquista sguardo dopo sguardo. A partire dalla zona anteriore super massiccia, dove spiccano il cupolino schiacciato all’inverosimile, il grande serbatoio con le prese d’aria del sistema Cool-Air e gli steli forcella carenati.
Ad un anteriore così “importante” si contrappone una coda esile e filante con la doppia coppia discarichi sovrapposti. Insomma, la  nuova naked di Akashi non fa davvero nulla per passare inosservata. Vi convince? Non vi convince? A voi la scelta!

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Girandole un po’ attorno prima di salire in sella, si apprezzano le ottime finiture, al top degli standard giapponesi: belli i cerchi a 5 razze (che però avremmo preferito di colore nero), il massiccio forcellone posteriore (purtroppo un po’ nascosto dai voluminosi silenziatori) e la strumentazione Hi-Tech, capace di visualizzare contemporaneamente un gran numero di informazioni (velocità, numero di giri, livello carburante, chilometri percorsi, etc). Peccato solo per i numeri, un po’ troppo piccoli da leggere al volo durante l’azione di guida. Fiore all’occhiello della moto, il nuovo, bellissimo, telaio in alluminio che si intravede spuntare ai lati della Z. Uno chassis degno di una vera superbike, sintomo che, per la Zetona, rispetto al passato qualcosa è cambiato… e decisamentein meglio!

SI PARTE. La moto è di quelle che danno confidenza all’istante. Fin dal primo approccio la Z1000 mette il pilota a proprio agio, con una posizione di guida né troppo sportiva né troppo seduta. Si è inseriti perfettamente nel corpo moto, con il solo fastidio di un serbatoio che può risultare leggermente largo (soprattutto per chi come me, ad esempio, predilige snelle bicilindriche). Particolare, ad ogni modo, di poco conto perché dopo i primi metri ci si fa subito l’abitudine. Comoda la sella e bello il largo manubrio che regalano nel complesso un confort niente male. Ma solo per il pilota. Questa è una naked d’assalto! Quindi, come sulle più moderne supersportive, è sempre il passeggero a risentirne con poco spazio a disposizione e per di più al piano attico. Pochi anche appigli a cui tenersi: sulla Z sono state ricavate 2 “fessure” sotto sella in cui infilare le mani. Colpisce, infine, favorevolmente la dolcezza delle leve freno e frizione, proprio come il cambio che snocciola le marce con un’ottima precisione sia in salita che in scalata. Durante i test, mai un’impuntatura.

Si gira la chiave e si attende il check della centralina, poi dentro la prima e via, immersi nelle sonorità inebrianti di un rombo coinvolgente che manda all’istante in fibrillazione tutte le terminazioni Riders.

La moto è davvero ben bilanciata e facile da portare a spasso finché il motore gira sornione. Docilissimo ed elastico, è stato capace di trotterellare con tutta calma in città, in sesta marcia, riprendendo sempre senza strappi e dribblando con facilità qualsiasi cosa si ritrovasse davanti  in mezzo al traffico.

Ma è quando case e negozi lasciano spazio alle strade aperte che inizia il vero divertimento. Spalancando il gas tra una piega e l’altra esce fuori la vera anima di questa arma “tutte curve”.  Merito innanzi tutto del motore da 1043 cc (completamente riprogettato dai tecnici Kawasaki) capace di sfoderare 138 cv a 9600 giri oltre ad una coppia di 110 Nm a 7800 giri: numeri che, e qui viene il bello, una volta in sella si sentono davvero tutti! La rapportatura corta rispetto alla precedente versione contribuisce ad incrementare l’aggressività dell’erogazione con la piacevole sensazione di una forza bruta  da domare agendo sul comando del gas. Da lode, quindi, il comportamento di questo 4 cilindri che proietta fuori dalle curve con una spinta da salto interstellare. E quando il contagiri supera i 4000, occhio, la faccenda si  fa seria. Meglio aggrapparsi saldamente al manubrio e ricordarsi di tanto in tanto di respirare, perché arrivati ad 8000 il motore spinge ancora più forte, senza sosta, fino all’intervento del limitatore posto a circa 10500 giri. Un propulsore dalla doppia personalità degno del blasone Verde Kawa che gli alita i cilindri, capace in pochi istanti di proiettarvi a velocita’ Warp con la ruota anteriore che fatica a stare a terra mentre i contorni delle strade sfocano via tutt’attorno; ma capace anche di portarvi a spasso in città con imbarazzante facilità.

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Si è accennato, poco sopra, al sound che fuoriesce dagli scarichi: fenomenale fin dai bassi regimi e rabbioso agli alti, un rumore di aspirazione talmente cupo che alle volte, magari lungo i tratti meno guidati, si rimane imbambolati ad ascoltarlo estasiati. Un suono tribale, da brividi, che da la carica prima della successiva serie di curve (il merito va anche alle bocche del sistema Cool Air che porta aria fresca al motore dotato di un “risuonatore” posto all’interno della cassa filtro per accentuarne i toni).

TANTA POTENZA VA ADEGUATAMENTE IMBRIGLIATA. Sono finiti i tempi delle Verdone tutto motore e niente telaio. Il comparto ciclistico di questa Zeta è davvero di alto livello. Il telaio bitrave in alluminio che sovrasta il motore è degno di una supersportiva, proprio come il nuovo mono posteriore orizzontale e la forcella anteriore completamente regolabili, il cui setting è da subito impostato “sullo sportivo” (una rigidità che regala una maneggevolezza notevole nel misto senza infierire troppo sul confort). Veloce e reattiva nonostante il peso di 218 kg, certo la Z1000 non è veloce in inserimento come una Naked 600, ma sa difendersi ugualmente alla grande. E non appena intravede l’uscita di curva, dentro il gas (con la giusta misura) e prende il largo. Davvero difficile starle dietro, anche con mezzi di impostazione più estrema.

FRENATA OK. L’impianto radiale Nissin si distingue per potenza e modulabilità sopratutto nella prima parte della corsa della leva, dove solitamente i sistemi adoperati sulle moto prestazionali sono più difficili da gestire (o meglio, vanno gestiti con cautela pena ribaltamenti indesiderati). Le pinze Kawa, su strada, arrestano la moto in spazi ridotti, anche in velocità, senza accusare segni di affaticamento (è disponibile poi una versione della moto dotata di sistema di frenata integrato ABS). Nel Coming Soon della prova, un lettore ci aveva esplicitamente chiesto info a proposito di possibili vibrazioni fastidiose. Gli ripsonderò senza troppi giri di parole: vibrazioni zero!

ED ORA PASSIAMO AI DIFETTI. A costo di deludervi sarò sincero, le pecche di questa moto sono davvero poche e di scarsa rilevanza: gli ingombri leggermente abbondanti nella zona serbatoio, sella passeggero inospitale e un cupolino che ripara pochissimo dal vento (ma si tratta pur sempre di una naked, e comunque c’è la possibilità di montare un plexi più protettivo già in catalogo tra gli accessori dedicati Kawasaki). Due piccole annotazioni, poi, molto personali. La prima, per quanto riguarda le colorazioni (da alcuni giudicate poco racing) tra le quali si nota (purtroppo) l’assenza in catalogo della “Verde Lime”, fondamentale nel listino di ogni Kawa sportiva che si rispetti. La seconda annotazione riguarda la sella passeggero di colore bianco che caratterizzava l’esemplare in prova. Bellissima da un punto di vista estetico è risultata davvero troppo facile a sporcarsi. Circostanza che alla lunga potrebbe risultare piuttodto fastidiosa.

IN CONCLUSIONE. una moto riuscita questa nuova Zeta 1000: merito dell’ottimo propulsore, del rombo (che continua ancora a farmi visita in sogno), della straordinaria ciclistica e, dulcis in fundo, del prezzo nettamente inferiore alle più blasonate naked italiane contro le quali la Z1000 può tranquillamente vedersela ad armi pari. Rimane il punto interrogativo sulla linea. Per tutto il resto solo esclamazioni… di stupore!

Disponibile presso tutti i concessionari Kawasaki ad un prezzo pari a 10.590 €, versione normale, e 10.890, versione con ABS, potrete scegliere la Z1000 2010 nelle seguenti colorazioni: Pearl Sturdust White/Candy Burnt, Orange-Metallic (quella bianco ed arancio della prova), Spark Black/Atomic Silver ( Nera e Grigia), e Mettalic Chestnut Brown (Marrone con la particolarità della sella pitonata bianca).

KAWASAKI Z1000 IN SINTESI
Pregi Difetti
Erogazione motore Cupolino poco protettivo
Ciclistica/Guidabilità Colorazioni
Sound Appagante Sella passeggero poco accogliente e facilea sporcarsi (la bianca)
Frenata  
Prezzo  

ABBIGLIAMENTO TECNICO DELLA PROVA:


[si ringrazia la concessionaria L.P.Moto per la gentilezza e la disponibilità]


About the Author

Mr D
alias Diego D’Andrea. Fondatore di Pianeta Riders è un instancabile cacciatore di percorsi tutte curve e inesauribile viaggiatore. Appassionato da sempre di moto e scrittura, è l’Autore della guida “Itineriders” dedicata ai percorsi motociclistici più belli del Centro Italia




 
 

 
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15 Comments


  1. Manu Rock

    Sta moto mi sta levando il sonno. Da una parte la vorrei, da una parte ancora non mi convinco. Adesso con questa prova mi sento un po’ più convinto, ma ancora non ho deciso :???:
    In giro poi ho visto anche qualche bello scaricozzo interessante per sostituire quei due bidoncini. Bòòooo….. mo vediamo


  2. Pippo Funk

    Bidoncini?..il bello è proprio lo scarico super manga da robottone giapponese!.. fantastico e poi che rombo! Ma i penni? si dice venga su da dio, mi immagino.. sfrizionando ci si ribalta! sarà che sono abituato al seicentello!!
    Non l’ho provata ma penso che la prenderò comunque.. un’amico ci gira da giorni e devo dire che nera è una favola e dissimula le forme.. cattivisssssima!!
    per il tester: salendo sembra molto impostata con l’avantreno scarico, perlomeno rispetto alle sportive.. lo sterzo come reagisce? sbacchetta?
    Comunque mi sembra bellissima e poi penso che la linea sia azzardata ma guardate per esempio la lancia stratos..tutt’ora è moderna!

    di sicuro non sarà copiata quindi resterà un’icona!..


  3. …La moto è molto stabile sia in ingresso che in uscita, complice la buona taratura delle sospensioni.
    Nessuna sbacchettata da segnalare anche nell’uso piu’ spinto! ;-)
    Saluti….


  4. Filippo

    Grande moto va forte e costa il giusto. Del passeggero chissene, appena mi arriva la trasformo monoposto :twisted:


  5. paolo

    Questa moto è diversa da tutte…ciò che non mi stancherà mai è il ruggito cupo del suo motore, un aspetto coinvolgente a livello emozionale da solo merita l’acquisto di questo gioiello motociclistico.
    La linea in principio non mi convinceva ma poi la apprezzi sempre di più e quando la confronti con il vecchio z ti rendi conto che il tempo passa e non torneresti più indietro. La gente per strada è rapita nell’osservare con occhi sgranati le linee della z 1000: che siano biker o bambini o nonni preparatevi a ricevere da questi apprezzamenti per la vostra scultura tecnologica.


  6. per chi fosse interessato a questa moto io ce l’ho ma la vendo a malincuore. sopra ho linkato il sito dell’annuncio. la moto ha pochissimi chilometri.
    mia email per contatti maury84@msn.com


  7. diego

    Io ce l’ho, e’ veramente come dice l’articolo, una meraviglia , se proprio vogliamo , il mono sarebbe da rivedere , (secco !!) , ma per il resto se volete giocare questa e’ la moto adatta, cambierete 2 pneum. posteriori e uno anteriore , una figata ……..



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