Bimota

marzo 26th, 2010

Test Bimota DB6 Delirio: l’altra naked

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Supponiamo che abbiate voglia di una bella naked. Supponiamo che non abbiate alcun problema di portafogli. Supponiamo che abbiate il vostro listino preferito tra le mani. A questo punto la gamma di possibilità a vostra disposizione è pressoché infinita. Potreste scegliere la moto più veloce, quella con più cavalli, quella più agile, quella di cui tutti parlano; oppure la più comoda, o la più affidabile.  Ma se cercate qualcosa di unico, una naked fuori dal coro, la Bimota Delirio è la moto che fa per voi. Esclusiva, blasonata,  aria da Special, componentistica al Top e affilatissima su strada. Questa l’alchimia coinvolgente che fuoriesce dalle linee spigolose disegnate da Sergio Robbiano, attraversa il sinuoso telaio misto traliccio-piastre, si solidifica sulle possenti forcelle Marzocchi da 50 mm, fino a pulsare forte nel Desmodue Dual Spark Ducati che anima la  nuda Bimota non appena si gira la chiave: un borbottìo da bicilindrico che la sa lunga, voce roca, e muscoli belli pronti.

Prima di partire col Test dinamico, diamo uno sguardo veloce alla componentistica. Telaio e forcellone sono misti traliccio-piastre (in alluminio ricavate dal pieno); il motore è una vecchia conoscenza: il bicilindrico Ducati Dual Spark da 1.078 cc che equipaggia Monster e  Hypermotard. Un’unità non di certo all’ultimo grido, ma che opportunamente rimaneggiata dai tecnici Bimota propone una resa ai medio/bassi davvero elettrizzante. Tanto per dare i niumeri: 95 CV a 7.000 giri/min e una coppia massima di ben 102,9 Nm a soli 5.500 giri/min. L’impianto frenante è affidato a pinze Brembo ad attacco radiale che agiscono su dischi da 320 mm, mentre il mono posteriore è un Extreme Tech completamente regolabile. Della monumentale forcella Marzocchi da 50 mm tratta al Tin abbiamo già detto, quindi, adesso, saltiamo in sella.

La confidenza con la DB6 è immediata.  Una volta montati su, ci si ritrova perfettamente inseriti nella moto, complice la particolare conformazione della sella (che però limita un po’ i movimenti quando si cerca la posizione “d’attacco”), con il manubrio alla giusta distanza dal busto e le pedane all’altezza corretta (per una naked sportiva che non disdegna il turno in pista). Solo i piloti più alti potrebbero riscontrare problemi di abitabilità viste le quote compatte di questa Delirio. La sensazione  di leggerezza e agilità che si prova da fermi (la moto pesa poco più di 170 Kg) viene confermata non appena si snocciolano le prime marce: pieno controllo della moto e ruota anteriore con tanta voglia di alzarsi ad ogni apertura decisa del gas. Le prime curve, habitat prediletto dalla DB6, mettono subito le cose in chiaro: inserimenti fulminei, angoli di piega esagerati e una spinta corposa in uscita che fionda subito in avanti. La forza ai medio/bassi del Desmodue, soprattutto in questa “versione” Bimota, è davvero notevole, e nel misto tecnico potrete levarvi qualche bella soddisfazioni anche contro l’intutato sulla RR di turno. Quel che manca è giusto un po’ di allungo proprio li, dove vorresti ancora un po’ di birra, col limitatore che interviene fin  troppo presto a guastare la festa. Perché, se non l’aveste ancora capito, la Delirio è un autentico Party per Riders Curvaioli. Grazie alle elevate qualità ciclistiche, e alla taratura “sul rigido”,  la moto digerisce bene gli strapazzi tipici della guida d’attacco. I Brembo pinzano forte in staccata e a quel punto non rimane altro che assecondare la DB6 nel suo inesauribile desiderio di curve.  Anche sul veloce, nonostante le quote slim, la moto non si scompone mai mantenendo sempre un’ottima stabilità; ben piantata sull’avantreno anche sui curvoni affrontati in maniera più disinvolta.

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Le doti di leggerezza e agilità, poi, ne fanno una buona compagna anche sui percorsi di città, dove con la Delirio si sguscia via nel traffico con estrema facilità. Uniche controindicazioni, gli strappi del motore ai bassi (bassissimi) regimi, tipici di questa unità, che potrebbero alla lunga stancare nell’apri/chiudi quando si va a passo d’uomo, e la rigidità generale della moto che potrebbe trasformarsi in incubo sui classici sampietrini.

In conclusione, la Delirio è di quelle moto che tutti vorremo in garage. Un mezzo che si distingue dagli altri, oltre che per la dotazione di livello assoluto e per le scelte tecniche esclusive,  soprattutto per una personalità coinvolgente frutto del sapiente lavoro dell’atelier Bimota.

I PREGI maggiori vanno ricercati nel livello impeccabile delle finiture, nell’equilibrio dinamico con un ottimo mix tra agilità e stabilità, e nella frenata potente e modulabile.

I DIFETTI, invece, riguardano l’accoglienza per i piloti più alti (sopra al metro e ottanta si soffre un po’), la forma particolare della sella un pizzico limitante nella guida spinta, e gli strappi ai bassi regimi che possono stancare in città.

A proposito, all’inizio del test si è parlato di portafogli… e non a caso: 19.320 Euro per la DB6 Delirio Standard, e 21.840 per la più sofisticata versione R. La Delirio è così: esclusiva e unica. Anche nel prezzo!

Abbigliamento tecnico utilizzato durante la prova:


About the Author

Mr D
alias Diego D’Andrea. Fondatore di Pianeta Riders è un instancabile cacciatore di percorsi tutte curve e inesauribile viaggiatore. Appassionato da sempre di moto e scrittura, è l’Autore della guida “Itineriders” dedicata ai percorsi motociclistici più belli del Centro Italia




 
 

 
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4 Comments


  1. Master

    Tanto di cappello a Bimota. Un altro pianeta!!!
    Io ho provato una DB7 e ne sono rimasto sconvolto


  2. Felicissimo possessore. La moto perfetta per divertirsi su strada. Grazie Bimota!



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