Connect
To Top

Ritratti: Marco Papa, voce del verbo Riders


pilota moto Marco Papa

(articolo di Amedeo Roma)

Il mondo mediatico del settore motociclistico sembra troppo spesso dimenticarsi di quei piloti che hanno lasciato un segno nel cuore e nei ricordi degli appassionati. Con sempre maggiore frequenza, infatti, si osservano testate giornalistiche di settore somigliare più a riviste di gossip che ad altro, tralasciando storie di piccoli grandi eroi che hanno fatto la storia autentica delle due ruote.

Di alcuni personaggi motociclistici, campioni del mondo, ad esempio, sappiamo tutto. E tutte le settimane li ritroviamo in prima o seconda pagina, a riempire con insistenza spazi che talvolta, poco o niente, hanno a che vedere col Motociclismo. E persino quando i rispettivi campionati sono fermi, quando si potrebbe dedicare un po’ di attenzione alla storia di quei piloti che hanno lasciato un vuoto nel cuore degli appassionati, raramente ci si ricorda di loro.

Mettendo da parte le critiche, è con animo controverso che mi appresto a scrivere del mitico Marco Papa: felice, nel ricordare avvenimenti di quel fantastico mondo di cui fu protagonista; triste, perché un maledetto giorno del 1999 il nostro amico ci ha lasciati. Amico perché era una persona umile, disponibile, sguardo gentile e sorridente, capelli neri e occhi profondi, sinceri, fisico asciutto da vero sportivo, e un cuore che batteva all’unisono con quei fantastici motori a due tempi, adrenalinici e scorbutici.

La sua cilindrata era la peggiore. La più difficile e la più “cattiva”. Un quarto di giro del comando del gas e scaricavi a terra tutta la potenza devastante che erano capaci di sviluppare le 500 cm3 a due tempi degli anni novanta. Mezzi di cui aver paura. Potenze di 170 – 180 cv con un peso di appena 125 kg. All’epoca, poi, non esistevano controlli di trazione e diavolerie elettroniche. Tutto era nelle mani del pilota che, ad ogni minimo errore, rischiava di ritrovarsi in terra, con cadute che il più delle volte lasciavano i segni.

Su quei mezzi esisteva spazio solo per chi correva con passione, passando senza interruzione da pilota a meccanico e a chissà cos’altro. E il pilota perugino Marco Papa era uno di loro. Uno che se l’è sudata veramente, correndo nel campionato del mondo della classe 500 anche con mezzi non sempre competitivi; riuscendo, pur tuttavia, a guadagnarsi un ruolo da protagonista. Come in sella alla Honda 500 tre cilindri, una moto “sorpassata” ma che permetteva ai privati più validi di mettersi comunque in evidenza e, talvolta, persino di mettersi dietro gli “ufficiali” con moto ben più performanti. Con il fratello Sergio, Marco passava intere nottate a smontare e rimontare la moto per studiare soluzioni che la rendessero più veloce, migliorare l’assetto delle sospensioni, e ottimizzarne la resa. E tutto questo impegno, in alcune occasioni, diede i frutti sperati. Proprio con la tre cilindri, infatti, Papa aveva raggiunto traguardi importati, delle autentiche “vittorie” per un privato, da festeggiare con team e amici. Nel Gran Premio classe 500 GP del 1990 sul circuito di Rijeka, in Jugoslavia, il pilota perugino arrivò sesto mettendosi alle spalle il quattro volte campione del mondo  Eddie Lawson in sella alla Yamaha ufficiale. Chi ha la memoria lunga, lo ricorderà costantemente in lotta, sempre e comunque, con i piloti di metà classifica. Frazione in cui si mescolavano gli ufficiali e un gran numero di privati. E tra loro, Marco solitamente riusciva sempre a venirne fuori e svettare.

Proprio grazie alla sue ottime prestazioni, e alla grande esperienza maturata (vista la lunga carriera con risultati importanti già nel 1978 quando vinse due gare, nella junior 500, in sella a Suzuki), Marco diventò un pilota stimato anche dalle case ufficiali. Nel 1990, a Le Mans, gli viene affidata la Honda 4 cilindri ufficiale del Team Rosset. Nel campionato italiano, svoltosi in un’unica prova sul tracciato di Vallelunga (Roma), è pilota ufficiale Cagiva 500 nella classe Open che domina, e vince, nel 1991 e 1992.

E fu proprio in occasione del campionato del 1992 che ebbi la fortuna di conoscerlo, di stringergli la mano, e di parlargli. Vi racconterò questo aneddoto per farvi capire fino in fondo chi era quel piccolo grande uomo. Mi ero recato sul circuito di Vallelunga il sabato pomeriggio del week end di gara. Allora avevo solo vent’anni. Sognavo di diventare un pilota e di poter un giorno correre in sella a una Cagiva. In quegl’anni le gare erano altra cosa. Inutile dilungarsi, ma erano decisamente più umane e genuine. Rimasi a guardare le prove, poi mi fermai fino a sera perché avevo voglia di entrare in quel mondo anche quando si spegnevano i riflettori. Così mi avventurai nel box Cagiva (che bello! Adesso non ti fanno avvicinare neanche alle tende). Mentre curiosavo in giro, trovai Marco Papa che scherzava con il direttore tecnico Fiorenzo Fanali sull’estetica dello scooter Cagiva che era stato da poco presentato. Rimasi lì. Li guardavo da vicino e li ammiravo, fin quando Marco non mi rivolse la parola. Sì, proprio lui. Fu Marco Papa a tirarmi fuori d’impaccio da quella situazione che mi vedeva come intruso: “tu che dici, ti piace o la pensi come me?”. Poi finimmo a parlare di altre cose, per ben mezz’ora, fin quando non presi coraggio e lo invitai a vedere la mia piccola Cagiva 125. Mi diede consigli, mi spiegò come dovevano lavorare le sospensioni… un pilota della classe regina, ufficiale Cagiva, mi stava spiegando come regolare l’ammortizzatore di una moto stradale. Una cosa che non potrò mai dimenticare.

Il giorno dopo andai a vedere la gara. Vinse, guidando alla grande la sua spettacolare Cagiva 500. Impostava le pieghe in maniera fluida mantenendo un’altissima velocità sul punto di corda, poi spalancava il gas, e si godeva l’impennata di potenza in uscita di curva. Incredibile lo spettacolo alla parabolica Roma.

La carriera di Marco Papa nel mondiale 500 GP si chiude nel 1996, anno in cui corse sia su Roc-Yamaha che con la Paton. La sua vita, invece, il 9 settembre del 1999 su un maledetto rettilineo dell’autostrada A4 Milano-Brescia. Ciao Marco.

httpv://www.youtube.com/watch?v=nI_SmCiGjrU


Partecipazioni ai Gran Premi

  • 1980: 2 Gran Premi, Classe 250, Yamaha.
  • 1981: 1 Gran Premio, Classe 500, Suzuki.
  • 1982: 4 Gran Premi, Classe 500, Suzuki.
  • 1983: 1 Gran Premio, Classe 500, Suzuki.
  • 1984: 5 Gran Premi, Classe 500, Honda.
  • 1985: 6 Gran Premi, Classe 500, Suzuki (5) e Paton (1).
  • 1986: 3 Gran Premi, Classe 500, Honda.
  • 1987: 4 Gran Premi, Classe 500, Honda.
  • 1988: 11 Gran Premi, Classe 500, Honda.
  • 1989: 9 Gran Premi, Classe 500, Paton.
  • 1990: 12 Gran Premi, Classe 500, Honda.
  • 1991: 9 Gran Premi, Classe 500, Honda (5) e Cagiva (4).
  • 1992: 11 Gran Premi, Classe 500, Librenti (9) e Cagiva (2).
  • 1993: 11 Gran Premi, Classe 500, Librenti (7), Roc Yamaha (1) e Harris Yamaha (3).
  • 1994: 9 Gran Premi, Classe 500, Roc Yamaha.
  • 1995: 6 Gran Premi, Classe 500, Roc Yamaha (1)(1 Gran Premio con moto non definita).
  • 1996: 2 Gran Premi, Classe 500, Roc Yamaha (1) e Paton (1)

19 Comments

  1. Davide Levantini

    2010/03/02 at 11:05 AM

    Un articolo bellissimo… trasmette emozioni… questi grandi piloti dovrebbero essere ricordati molto piu’ spesso… ma purtroppo sono sempre nascosti dai campioni di oggi. Fa più spettacolo sapere che Rossi ha cambiato fidanzata, che parlare di qualche grande EROE del motociclismo… non è giusto.. VIVA I VECCHI CAMPIONI…
    di nuovo complimenti per l’articolo

  2. Nadia

    2010/03/02 at 11:11 AM

    E’ un articolo scritto con passione e molto piacevole da leggere!

    Complimenti!!

  3. Giulia Papa

    2010/03/02 at 3:07 PM

    Ringrazio Amedeo per questo articolo!!!
    Il mio zietto rimarrà sempre nei miei pensieri…
    grande uomo, grande pilota!!!!

  4. Gravantes

    2010/03/02 at 8:25 PM

    Piloti di un’altra tempra!! senza togliere nulla a nessuno, credo che difficilmente vi saranno ancora personaggi del genere…veramente un bel frammento di memoria!!

  5. kaciaro

    2010/03/03 at 5:41 AM

    a breve dovrebbe uscire un libro sul GRANDE MARCO PAPA, anche io c’ero quel giorno a Vallelunga!!!!

  6. ornella

    2010/03/03 at 9:46 AM

    grazie amedeo, proprio bello questo ricordo di marco che resterà nel mio cuore per tutta la vita… 😥

  7. melissa

    2010/03/03 at 1:34 PM

    😥 ..grazie di tutto..avere un padre così può solo rendere orgogliosi.!!!sempre nel mio cuore!!!

  8. Simmy

    2010/03/04 at 10:05 AM

    faccio i miei più sentiti complimenti all’autore dell’articolo, Amedeo Roma. L’ho trovato appassionante e coinvolgente. davvero un bell’omaggio al mitico Marco Papa! arrivederci al tuo prossimo articolo, quindi spero presto!!

  9. CALLAGHAN

    2010/03/04 at 10:23 AM

    Combatto quasi quotidianamente nel cercare di provocare un minimo di passione verso coloro che vedono solo Valentino Rossi, e non altri EROI dimenticati solo perchè non menzionati dai cultori di un certo motociclismo da bar.
    grazie Amedeo per questo articolo anche a nome loro (MA SAPPI CHE NON TE LO DIRANNO MAI).

  10. Edo

    2010/03/04 at 4:20 PM

    Credo al giorno d’oggi sia difficile avere delle esperienze simili, parlare direttamente con un pilota e che ti da pure consigli, capisco il sentimento che hai avuto nei suoi confronti, mi dispiace che non ci sia più. Bel articolo… ciao Amedeo

  11. Flavio

    2010/03/06 at 4:38 PM

    500 cm3 a due tempi degli anni novanta. Mezzi di cui aver paura. Potenze di 170 – 180 cv con un peso di appena 125 kg.

    Marco Papa era uno di loro. Uno che se l’è sudata veramente, correndo nel campionato del mondo della classe 500 anche con mezzi non sempre competitivi; riuscendo, pur tuttavia, a guadagnarsi un ruolo da protagonista

    molto profondo questo ritratto per un campione profondo come Marco Papa

  12. MAX

    2010/03/18 at 10:05 PM

    Marco faceva parte di quegli splendidi anni ’80-’90 dove lo sport motociclistico seppur con meno visibilità di adesso, era governato in primis dalla passione vera per questo sport, i piloti prima di esser campioni erano soprattutto degli uomini veri e anche chi non primeggiava era comunque considerato un degno attore e protagonista di quelle splendide gare.
    Chissà se un giorno qualcuno possa farci rivivere e far conoscere agli altri questi cavalieri della moto trasmettendo i campionati di quegli anni nel periodo invernale dove tutto è fermo.

    Saluti

  13. Catalano Corrado

    2010/03/27 at 12:30 AM

    .. mi hai fatto rivivere .. quel Mondo che ho vissuto .. ”
    Marco ha fatto parte di Questo bellissimo Mondo in cui era
    una Stella .. che ora ha cambiato soltanto posto .. ora è la sù ..
    nel Suo posto .. !
    Ciao Marco ..

    .. un Tuo Amico ..(;->
    uno dei tanti ..

    Corrado .

  14. MAX

    2010/03/27 at 4:56 PM

    ..Corrado Catalano era un pilota che correva nel motomondiale negli ’80-’90, prima in 125 cc e 250 cc, e me lo ricordo un professinista serio, tipo il Rolfo di questi anni, che anche se non ha raggiunto il titolo mondiale, era un corridore con molta passione.
    Chissà se è la stessa persona del commento..

    ciao

  15. Aran

    2010/05/09 at 9:12 PM

    ma non e’ morto in autostrada! la mia compagna lo conosceva bene, e’ morto in tangenziale a Cascina Gobba. Ho gia corretto wikipedia, se volete vi indico il punto esatto.

  16. Giulia Papa

    2010/05/11 at 2:43 PM

    Non è assolutamente vero.
    L’icidente è successo in Autostrada Milano-Brescia, direzione Milano, precismente a Palazolo.

  17. Maria Giulia

    2010/06/03 at 11:51 PM

    @ ornella:
    Ciao Ornella,
    Spero stiate bene tu e Melissa, questo articolo è bellissimo…
    Marco resterà sempre nei nostri cuori perchè lui si era conquistato il posto d’onore con il suo carattere, la sua umiltà, la sua forza e determinazione, il suo altruismo ed è lì, nei nostri cuori che è giusto che rimanga sempre…più vivo che mai!

    Un abbraccio

  18. Pingback: Qualifiche Misano CIV 2010: risultati, commento e tante curiosità (presentazione moto elettrica di Betti e libro su Marco Papa) | Pianeta Riders

  19. Pingback: "Marco Papa, scintille dal paradiso": siamo stati alla presentazione del libro a Magione | Pianeta Riders

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Competizioni