Ci sono moto che non le scordi, perché ti restano dentro, perché ti sanno emozionare, rapire; vuoi per il “suono” inconfondibile, vuoi per le doti di guida o per la linea affascinante; ci salti sopra e non scenderesti più, e tutte le volte che le riponi nel box, a fine giornata, non vedi l’ora che risorga il sole per tornare di nuovo in sella. La Triumph Street Triple è una di queste: come una sirena, prima ti incanta con la melodia del suo tricilindrico, poi ti rapisce, e non la molli più.
DA FERMA. Fin dalla prima occhiata si capisce che non siamo davanti alla solita naked: frontale inconfondibile grazie ai due caratteristici fari tondi (uno “sguardo” unico che si esalta nella particolare colorazione verde acido dell’esemplare in prova); doppio scarico alto al posteriore, manubrione votato al massimo controllo, cupolino in tinta, un bel telaio derivato dalla sportivissima Daytona.
Molto buone le finiture generali, i materiali, e la componentistica assai curata, come le belle pedane pilota. Un appunto, invece, va alla grafica del contagiri che avremmo voluto più racing e meno “fumettosa”; particolare comunque trascurabile rispetto alla dotazione offerta dalla bella inglesina che giustifica pienamente i 7990 euro necessari per infilarsela in garage (cifra che può facilmente aumentare se si pesca nel ricco catalogo accessori e parti speciali proposto da Triumph).
IN MARCIA. La moto si rivela fin da subito ben proporzionata con una buona triangolazione sella, manubrio, pedane che unisce l’opportuna sportività della posizione di guida (visto il caratterino della moto) a una buona sensazione di comfort (per essere una naked) anche per i piloti più alti. Tutto questo si traduce in un’ottima capacità di controllo del mezzo, favorito sicuramente dal largo manubrio. Girata la chiave si viene immediatamente colpiti dal sound del 3 cilindri, profondo e coinvolgente. Un suono che di trasforma in autentica goduria quando in velocità si mischia al sibilo d’aspirazione cupo proveniente dell’airbox.
Agile, agilissima, quasi una cavalletta, la Street si lascia condurre davvero con due dita, seguendo al volo gli ordini del pilota. Le sospensioni, benché non regolabili su questa versione standard (diversamente dalla sorella più racing in listino, denominata R) svolgono egregiamente il loro lavoro coadiuvate dal buon impianto frenante Nissin anteriore che, anche se non dotato di pinze radiali all’ultima moda, appare comunque efficace e ben modulabile (solo nelle frenate più decise è richiesta un po’ di forza in più sulla leva).
Vista la notevole reattività della moto, cui contribuiscono l’ottimo telaio di derivazione racing (gli inglesi, in fatto di telai, sono sempre stati maestri) e le buone coperture Dunlop Qualifier di primo equipaggiamento, la street da il meglio di sé con una guida fluida, lasciandola scorrere in piega, e sfruttando la fulmineità degli inserimenti in curva. Nonostante l’agilità, ad ogni modo, la moto non difetta per nulla di stabilità sul veloce, offrendo anche molta sicurezza laddove l’asfalto non è proprio perfetto.
SPIRITO DA VERA STUNT-BIKE. Con soli 167 kg di peso (a secco) la piccola nuda di Hinckley è di quelle moto che sanno divertire parecchio. Soprattutto grazie al tre-cilindri inglese da 675 cc capace di unire le virtù di un biclindrico ai medio/bassi a un allungo quasi da “quattro”. La giusta via di mezzo, quindi, capace di esaltarsi sulle strade tutte curve… proprio quelle che piacciono a noi!
Il motore sale di giri molto velocemente, fluido e senza strappi fin dai 2000 giri, anche nelle marce più alte. Ma è alla soglia dei 4000 giri che si scatena con una buona spinta che diventa importante sopra i 7000. Tenendo la moto tra i 7000 e i 10.000 giri si riceverà un’overdose di emozioni da vera sportiva accompagnata da un urlo appagante proveniente dagli scarichi posteriori.
Una moto veramente incredibile questa Street Triple, che cattura per le molteplici personalità: regina nel misto stretto; buona compagna per un turno in pista; tranquilla passeggiatrice in città grazie al motore che non strappa ai bassi; splendida creatura da bar per suscitare ovunque sguardi ammirati.
IN CONCLUSIONE. Non ho riscontrato particolari pecche in questa motocicletta se non la corsa dell’accelleratore un pelino lunga per i miei gusti. Un peccato davvero veniale rispetto alla tanta carne al fuoco. Insomma, un piccolo Luna Park a 2 ruote, questa moto… “Fun Fun Fun” come dice la mitica canzone dei Beach Boys. Ripetuto proprio così, tre volte, come il numero dei cilindri del suo generosissimo cuore.
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| TRIUMPH STRETT TRIPLE IN SINTESI | |
| Pregi | Difetti |
| Erogazione motore | Corsa accelleratore leggermente lunga |
| Ciclistica | |
| Guidabilità | |
| Finiture | |
Suono
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| COMPORTAMENTO SU STRADA | ||
| Urbano | Extraurbano (tra le curve) | Autostrada |
| Ottimo | Ottimo | Discreto |
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Si ringrazia il concessionario TRIUMPH-LUCCA per la grande cortesia e disponibilità.












Che dire… da felice possessore di una street da quasi 2 anni sono felice di leggere che questa moto emoziona ancora…
forse si è dimenticato di un difetto importante il calore sotto la sella è allucinante ti bruci il s…………..e.