(articolo di AMEDEO ROMA)
Il 28/02, sulla pista australiana di Phillip Island (QUI la presentazione della gara e gli orari della programmazione TV) partirà il tanto atteso mondiale Superbike 2010, il campionato delle derivate di serie che gode sempre più di ottima salute, se ne infischia della crisi economica, e ingelosisce per spettacolo ed interesse il mondiale Moto Gp.
Nell’attesa del primo semaforo verde abbiamo deciso di analizzare moto e piloti che parteciperanno al nuovo campionato, con poche novità riguardo ai mezzi, e tante altre decisamente importanti in merito ai piloti, compresi i nuovi arrivi dal mondiale Moto Gp.
Non è sbagliato affermare che proprio la recente crisi economica mondiale ha, in un certo senso, dato ancora più forza ad una formula che trova perfetta sinfonia in tutta una serie di scelte azzeccate e ben formulate nel corso della sua storia. Le case protutrici di motoveicoli hanno bisogno di vendere, sviluppare e dare risalto alla propria produzione, cercando di contenere il più possibile i costi. E tutto questo è possibile farlo proprio nel mondiale SuperBike. Le moto in pista sono derivate dalla serie, sono facilmente riconoscibili e riconducibili ai modelli da cui derivano, e si sa, noi motociclisti siamo affamati di prestazioni ed immagine racing. Amiamo vedere la nostra moto che combatte con la concorrenza. Questo ci piace, e questo fa vendere moto al pubblico appassionato di super sportive. Ma non è solo ciò ad aver decretato il successo delle gare di Superbike. La formula di disputare due frazioni di gara nella stessa giornata, ad esempio, permette al pilota di sentirsi più libero, rischiare di più, ben sapendo che se si va in terra ci si può rifare, almeno per quanto riguarda la prima manche. E questo a tutto vantaggio dello spettacolo.
Bene, dopo questa breve introduzione, entriamo nel vivo passando all’analisi – una ad una – delle moto pronte al via nella stagione 2010.
APRILIA RSV4 SBK
La casa veneta mette in pista una moto nata e pensata per le competizioni, sviluppando prima il modello SBK e poi adattandolo all’uso stradale. L’agonismo è nel DNA di Aprilia, grazie anche all’enorme bagaglio di esperienza maturata nel ventennio e più di presenza nel mondiale 125 e 250, riuscendo così a mettere in pista una moto competitiva già dal primo anno di partecipazione.
Il quarto posto nel campionato mondiale 2009, e la vittoria a Brno di Max Biaggi, la dicono tutta sulle qualità intrinseche della RSV4, nonostante qualche pecca di gioventù. Cosa tra l’altro del tutto normale per un progetto di questo tipo.
I punti forti della moto sono da ricercare nel perfetto connubio tra una ciclistica stabile, che permette un’altissima velocità di percorrenza a centro curva, ed un motore che esprime tutta la sua potenza in maniera fluida senza “uccidere” troppo velocemente gli pneumatici.
I punti critici, invece, (almeno per il mondiale del 2009) sono stati imputati alla gestione elettronica, che comprende anche il sistema Ride-by-Wire, e al controllo di trazione che ha talvolta messo in difficoltà il team.
Acquisito un anno di esperienza, rinnovato il contratto al campione Max Biaggi (decisamente in forma e pronto a chiudere la carriera solo dopo aver portato a casa il mondiale SBK), la squadra veneta è tra le pretendenti al titolo. La seconda guida è affidata al giovane pilota inglese Leon Camper, di 23 anni, vincitore del campionato BSB del 2009 (Britsh Superbike) il quale, conquistando 18 gare su 26, fa ben sperare per il futuro, quando il Corsaro smetterà di inforcare la sciabola.
ALCUNE CARATTERISTICHE TECNICHE
MOTORE: 4 cilindri a V longitudinale di 65°, 4 tempi, raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero a camme (DOHC), 4 valvole per cilindro. Cilindrata do 999 cc.
REGIME MASSIMO: 14.500 rpm (probabile ma forse sono stati cuciti nel dichiararlo)
POTENZA MASSIMA: Top-Secret
GESTIONE ELETTRONICA: Aprilia Racing ECU per accensione, iniezione, regolazione cornetti variabili, gestione del sistema Ride-by-Wire e controllo di trazione.
TELAIO: Regolabile in alluminio a doppia trave con elementi fusi e stampati in lamiera.
BMW S1000RR
La BMW si ripresenta per la nuova stagione di gara 2010 con l’impegno di far meglio, ma molto meglio, della stagione del 2009, anche perché l’anno del debutto è stato decisamente deludente.
In prima analisi la moto c’è tutta, l’investimento economico è ai massimi livelli, ma i risultati sono stati abbastanza deludenti, e sicuramente non in linea con le aspettative di un Team ufficiale.
Le novità per il mondiale SBK 2010 riguardano gli aspetti di gestione sportiva, che viene presa in mano da Davide Tardozzi proveniente dal team Ducati, desideroso soprattutto di riscattare un amaro finale di stagione conclusosi con la perdita del mondiale dal pilota Noriyuki Haga. Tardozzi è già intervenuto drasticamente sulle linee guida della squadra tedesca, sostituendo alcuni tecnici ritenuti non troppo competenti nel campo delle corse, cercando anche di creare maggiore armonia tra le varie componenti della moto. La stagione conclusa ha messo in evidenza l’errore del Team di mettere in pista troppe novità ad ogni gara, creando così confusione ai piloti che si trovavano a testare e selezionare troppo materiale. Il risultato è stato un tredicesimo posto in campionato per Troy Corser e un diciottesimo per Ruben Xaus, che sono parsi decisamente sotto tono e demotivati. Per il 2010 sono stati confermati entrambi i piloti; spetterà quindi al team manager Tardozzi il compito di incentivarli al raggiungimento di risultati degni di nota e portarli alla conquista del primo podio nel mondiale SBK. I punti di forza della S 1000 RR sono da individuare nel motore, che ha dimostrato di avere la potenza necessaria per essere competitivo (ma che è risultato – talvolta – anche poco gestibile determinando un deterioramento eccessivo degli pneumatici).
ALCUNE CARATTERISTICHE TECNICHE
MOTORE: 4 cilindri in linea 16 valvole DOHC
REGIME MASSIMO: 14.000 rpm
POTENZA MASSIMA: oltre 200 cavalli a oltre 14.000 giri/minuto
GESTIONE ELETTRONICA: /
TELAIO: Telaio in alluminio a doppia trave
DUCATI 1198
La Ducati mette in pista la 1198, moto che spicca sia per qualità tecniche che finalmente (visto il periodo nero passato con la serie 999) per la splendida linea sportiva. Una moto che la passata stagione ha ulteriormente dimostrato che il progetto è vincente. D’altra parte la serie 1098 ha già vinto il campionato del suo debutto nel 2008 con il pilota Troy Bayliss.
Ritiratosi il pilota australiano, il ruolo di prima guida è passato al funambolico Noriyuki Haga, che, complice anche una discutibile gestione del Team ufficiale, ha fallito il centro del campionato mondiale vinto dalla Yamaha. Archiviato il capitolo 2009, con la partenza verso la Bmw del Team manager Davide Tardozzi, sono stati riconfermati i piloti della passata stagione, quindi l’esperto Noriuki e il giovane e arrembante pilota italiano Michel Fabrizio.
I punti di forza della moto Bolognese sono ovviamente nel fantastico motore bicilindrico ad elle, mai messo in crisi dalle super prestazioni delle 4 cilindri, oltre che nel telaio e ciclistica sempre perforanti su ogni tipo di circuito. Altro aspetto da non sottovalutare è l’altissima esperienza acquisita in casa Ducati nella gestione elettronica, che ha portato a notevoli migliorie tra le quali quella non trascurabile di un minore consumo degli pneumatici (aspetto decisamente importante nella fase finale di gara). Lo squadrone Ducati acquisisce, poi, un altro importante Team, Althea, che abbandona Honda. Sarà dotato di moto ufficiali, e piloti che non hanno sicuramente bisogno di grosse presentazioni: l’esperto Carlos Checa e il grintoso Shane Byrne.
ALCUNE CARATTERISTICHE TECNICHE
MOTORE: 2 cilindri a L-twin di 90° cilindrata 1198 cm3, distribuzione Desmodromica, 4 valvole per cilindro.
REGIME MASSIMO: 11000 giri/min
POTENZA MASSIMA: Oltre 200 CV a 11000 giri/min all’alberoGESTIONE ELETTRONICA: Centralina accensione-iniezione Magneti Marelli Marvel 4
TELAIO: Traliccio in tubi d’acciaio
YAMAHA YZF R1
La casa dei tre diapason rimette in pista la moto campione del mondo del 2009, ulteriormente evoluta e affinata, per spostare ancora più in alto il livello di competitività della R1. In realtà i tecnici e la squadra corse SuperBike non hanno dormito sonni così tranquilli, considerato il passaggio del fenomeno Ben Spies al campionato MotoGp e il ritorno di James Toseland in cerca di una nuova occasione di riscatto dopo l’opaca stagione Motomondiale. La Yamaha, dal canto suo, sa benissimo che il titolo di campione del mondo nelle derivate di serie si deve fondamentalmente a Ben Spies, che ha stupito tutti ottenendo vittorie e risultati importanti anche quando la moto non sembrava completamente competitiva.
I punti di forza della YZF 1000 R1 sono da ricercare in una entusiasmante e corposa erogazione della potenza, che permette uscite di curva veloci e progressive grazie al funzionamento del motore, di derivazione Moto Gp, a scoppi irregolari. Altro punto di forza, poi, è una ciclistica azzeccata, ottima soprattutto sulle piste ricche di curvoni veloci, dove conta la stabilità in percorrenza. Alcuni punti critici, invece, del modello in pista nel 2009 erano una velocità massima inferiore a quella dei diretti concorrenti e una ciclistica stabile ma poco maneggevole che il Texas Terroe è sembrato in grado di saper gestire. Il secondo pilota ufficiale del Team è Cal Crutchlow, proveniente dal mondiale supersport vinto in sella alla Yamaha R6.
ALCUNE CARATTERISTICHE TECNICHE
MOTORE: quattro cilindri inclinato in avanti, cilindri paralleli, raffreddato ad acqua, distribuzione DOHC 16 valvole
REGIME MASSIMO: non dichiarato
POTENZA MASSIMA: Oltre 220 CV a 11000
GESTIONE ELETTRONICA: iniezione elettronica Magneti Marelli
TELAIO: Deltabox in alluminio
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HONDA CBR 1000RR
La moto della casa alata è alla ricerca di una competitività che stenta a trovare, almeno a giudicare dall’andamento del campionato 2009. La CBR 1000RR conferma anche in pista quelle che sono le qualità riconosciute a tutti ai modelli stradali Honda: moto facili, godibili, con un’alta qualità costruttiva che si allineano nelle prestazioni generali ai concorrenti, ma che poi mancano di quel pizzico di sportività in più.
Insomma, La CBR 1000 sarà sicuramente protagonista del mondiale SBK 2010, forse vincerà delle gare, arriverà sempre in posizioni che contano, ma se non avrà fatto un passo importante sotto il profilo tecnico e prestazionale, difficilmente sarà in lizza per il titolo. Lo sviluppo delle moto in pista è affidato al team Tean Kate, che ha un collegamento diretto con il reparto corse HRC che fornisce parti speciali, testate e sviluppate allo scopo di fornire moto sempre più performanti e competitive.
I piloti di punta per il mondiale SBK 2010 sono il promettente e aggressivo pilota inglese Jonathan Rea, quinto nel mondiale 2009 con la vittoria di Gara 2 in Germania sul circuito del Nurburgring, e sempre di Gara 2 sul circuito di Misano Adriatico, in Italia; e l’altrettanto promettente, ma sfortunato, pilota tedesco Max Neukirchner, vittima del pauroso incidente all’autodromo di Monza e che l’ha tenuto fermo per quasi tutta la stagione.
ALCUNE CARATTERISTICHE TECNICHE
MOTORE: quattro cilindri in linea 16 valvole DOHC
REGIME MASSIMO: non dichiarato
POTENZA MASSIMA: Oltre 225 CV
GESTIONE ELETTRONICA: PI Research PECTEL
TELAIO: Doppio trave romboidale in alluminio composito
SUZUKI GSX 1000 K10
La vera delusa del mondiale SBK 2009 è sicuramente la casa di Hamamatsu, che visto l’infortunio del pilota di punta Max Neukirchner si è vista relegata a posizioni che non rispecchiano il vero potenziale della GSX-R. La Suzuki affida le moto, e parte dello sviluppo, al Team Suzuki Alstare, struttura super organizzata al cui interno lavorano tecnici ed ingegneri di ottimo livello che collaborano direttamente con la il reparto corse della casa madre per le migliorie della moto.
I punti di forza, che come già detto non sono stati opportunamente evidenziati durante il campionato 2009, sono da ricercare nella filosofia della Suzuki che mette in pista una moto sviluppata ed evoluta gradualmente nel corso degli anni, senza stravolgere troppo, di volta in volta, il progetto. Dal punto di vista prestazionale la GSX ha sempre dimostrato di offrire ottime prestazioni motoristiche, le velocità di punta registrate sono sempre tra le migliori, pagando un piccolo gap in termini di accelerazione rispetto alla Ducati. Dal punto di vista ciclistico la moto è sicuramente una tra le più stabili, garantendo alte velocità di percorrenza sui curvoni veloci e un’ottima stabilità nella difficile fase di staccata. Di contro non è tra le moto in pista più maneggevoli. I piloti per il campionato SBK 2010 sono l’inglese Leon Haslam giunto sesto nel 2009 con la Honda CBR1000RR del Team Stiggy e Sylvain Guintoli.
ALCUNE CARATTERISTICHE TECNICHE
MOTORE: quattro cilindri in linea 16 valvole DOHC
REGIME MASSIMO: non dichiarato
POTENZA MASSIMA: Oltre 214 CV
GESTIONE ELETTRONICA: Magneti Marelli
TELAIO: Doppio trave in lega di alluminio
KAWASAKI ZX 10 R
La ZX 10 R è una moto decisamente performante, una fantastica supersportiva in grado di essere competitiva con l’agguerrita concorrenza, ma che obbiettivamente non riesce a raggiungere risultati degni di nota nel campionato SBK.
La classifica dei costruttori del 2009 parla chiaro: ultima in classifica superata anche dalle debuttanti Aprilia e Bmw. La SBK è un campionato duro, con costruttori importanti che investono grossi budget per la realizzazione e sviluppo continuo ed incessante delle moto, come dire: chi si ferma è perduto. Ormai da molti anni la Kawasaki sembra aver abbandonato le sue velleità di vittoria affidando completamente, sia la gestione che lo sviluppo dei propri mezzi, a team privati che fanno quello che possono potendo contare molto poco sull’appoggio della casa madre.
Questo tipo di gestione ovviamente non porta a nulla di buono in termini di risultati, se non uscire sconfitti in partenza con poche possibilità di raggiungere obbiettivi che dovrebbero invece essere nel mirino della casa giapponese. In questo caso, quindi, inutile parlare di caratteristiche positive o negative del mezzo; diciamo semplicemente che poteva ottenere qualcosa in più se l’impegno fosse stato diverso. Per il campionato del mondo 2010 la moto non cambia, speriamo solo in un presenza più significativa della casa giapponese che, almeno sotto il profilo dei piloti, gioca la carta di Chirs Vermeulen di ritorno dal mondiale moto Gp.
ALCUNE CARATTERISTICHE TECNICHE
MOTORE: quattro cilindri in linea 16 valvole DOHC
REGIME MASSIMO: non dichiarato
POTENZA MASSIMA: non dichiarato
GESTIONE ELETTRONICA: Magneti Marelli
TELAIO: Struttura a doppia trave pressofusa in alluminio.







Davvero un’ottima carrellata. Concordo su Kawasaki, è un vero peccato che non vogliano sviluppare come si deve una moto che potrebbe avere un grandissimo potenziale
Ottimo articolo, molto bello e dettagliato.
Complimenti!
GRAN BELLA ANALISI, DETTAGLIATA E COMPETENTE
Io che parlo da apriliato non posso che augurare un bocca al lupo all’Aprilia e anche alla Ducati, 2 simboli del talento made in Italy, spero che Aprilia con Max Biaggi possano arrivare al titolo anche in questa categoria, una moto nuova che in un solo anno ha già dimostrato di poter vincere, la vittoria è meritata.
Abbiamo assistito alla prima gara….il solito bellissimo spettacolo che la classe REGINA MOTOGP se la sognano ormai da una decina di anni, dal ritiro dei mitici RAINEY-LAWSON-SCHWANTZ-GARDNER-MAMOLA-KOCINSKY-….., saranno pure moto meno simili alla produzione di serie, ma rimane il fatto che un team non ufficiale può aspirare a competere per delle posizioni di rilievo e magari vincere…
Ciao e buon SBK a tutti…
attenzione che con la prossima gara arriva anche ritorna anche nitro nory!!!!!!