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SBK Phillip Island 2010: dopo i test le “Rosse” davanti e le “Quattro” tutte dietro. Oppure si tratta solo di pretattica?


GP SBK Phillip island 2010

A quanto pare il Countdown è già iniziato: manca davvero pochissimo all’inizio di  un nuovo fantastico anno di gare per il Campionato del Mondo SBK. Dagli ultimi test pre-campionato appena svoltisi a Philipp Island abbiamo potuto notare un netto predominio delle Bicilindriche made in Borgo Panigale, tutte (sia le Ufficiali che le Private) assestatesi saldamente nelle posizione di vertice, con le 4 cilindri costrette ad inseguire.

Addirittura l’Aprilia, una delle moto più veloci della scorsa stagione, e seria pretendente al titolo di quest’anno, solo ottava con Max Biaggi e nona con il suo giovane compagno di squadra, e campione in carica BSB, Leon Camier.

Qualcosa però non quadra. Possibile che le Ducati, sulla velocissima pista Australiana, con lo sviluppo fermo da  ben 3 anni (perché a Bologna si è deciso di privilegiare la MotoGp, come affermato dall’ormai EX DS Tardozzi in un intervista ad un noto Mensile Motociclistico), possano rifilare ben mezzo secondo alla prima delle (pur sempre)  missilistiche quattro cilindri? Che qualche vecchia volpe (Romana), o qualche giovane Leone, abbia giocato un po’ a nascondersi? Magari preferendo concentrarsi sulla messa a punto e lasciando le cartucce migliori per la gara di domenica prossima? Questo al momento non ci è dato sapere. Solo la pista, come al solito, fugherà ogni dubbio all’abbassarsi della bandiera a scacchi.

Tornando sul punto, però, è inevitabile osservare come le 4 cilindri, e i rispettivi piloti  -in particolare Rea e Haslam – abbiano fatto furore durante tutti i Test invernali, occupando sempre le primissime posizioni. Quindi occhio, perché questi due piloti in particolare sono coriacei e tosti, come da tradizione per la scuola d’oltremanica, e con un pizzico di fortuna potranno candidarsi (insieme al nostro Max) come seri pretendenti al Titolo 2010, coadiuvati inoltre da due mezzi, come Honda e Suzuki, sempre al top delle prestazioni in questi ultimi anni. In particolare la belva di Hamamatsu, grazie alla manetta del figlio del Grande Rocket Ron, è letteralmente rinata.

Da tenere d’occhio, poi, anche i due alfieri Yamaha: James Toseland e Cal Crutchlow. Il “pianista” inglese di certo farà valere la sua notevole esperienza (e i 2 allori iridati conquistati proprio in questa categoria) che può fare la differenza in un campionato lungo e avvincente come quello SuperBike. Crutchlow, invece, già idolo in patria e neo campione Supersport, sembra possa diventare il degno erede del grande Fogarty (e non solo per la somiglianza nello sguardo “ assassino”)  ma solo se riuscirà  a limitare la sua grandissima irruenza che lo ha portato a qualche caduta di troppo questo inverno e nella passata stagione.

Brutte notizie invece in casa Kawa, con le verdone ancora costrette a remare in fondo allo schieramento insieme alla Tedesca Bmw. Sembra che al momento l’inserimento di  Vermeulen, e l’atteggiamento della Kawasaki stessa, atto a concentrare tutte le proprie risorse nel campionato delle Derivate, non abbia ancora  dato i suoi frutti, seppur con il simpatico pilota Australiano che continua a ripetere che la moto, sopratutto a livello di motore, ha un notevole potenziale. Stessi problemi per  le moto Teutoniche. A quanto pare neanche i tedeschi hanno ancora trovato il bandolo della matassa.

Ma come andranno veramente le cose lo vedremo solo tra pochissimi giorni. Intanto, togliere le termocoperte e scaldare i motori, perché riparte la Superbike, il Campionato più bello che c’è… Stay Tuned!


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