
Presentata sulle nevi di Livigno la nuova arma Ducati per la stagione 2010. Denominata GP 10, la nuova Rossa è caratterizzata da una linea più snella e rastremata rispetto alle sue precedenti incarnazioni che facevano uso di una larga carena per favorire la penetrazione aerodinamica e la velocità di punta. Modifiche che si possono notare soprattutto nella zona anteriore, e che ricalcano quanto già visto a partire dal gran premio del Portogallo durante la scorsa stagione.

Al posteriore, invece, spicca il grosso codone che ingloba il terminale di scarico surdimensionato ed un massiccio forcellone completamente in carbonio, voluto di queste dimensioni proprio per limitare i numerosi scuotimenti che hanno sempre caratterizzato la furiosa Desmo 16. Confermato anche il telaio, sempre nella preziosa fibra.

Per quanto riguarda il propulsore, ritorna il motore a scoppi irregolari (big bang), reintrodotto su questa versione in quanto questa configurazione motoristica garantisce un’erogazione più lineare e una facilità d’uso maggiore. Scelta che, a quanto sembra, ha trovato tutti d’accordo, collaudatori e piloti ufficiali. Già utilizzata sulla Desmosedici 1000, questa soluzione venne poi accantonata sulla 800 in favore dello screamer che assicurava una maggior potenza massima.

La ricetta della nuova Arma di Borgo Panigale, quindi, si compone di due ingredienti principali: massima agilità e semplicità di utilizzo; con un occhio di riguardo anche per l’affidabilità, visto che dalla prossima stagione vi sarà la regola dei motori contingentati (voluta per limitare gli esorbitanti costi della serie regina). E a quanto pare i tecnici Bolognesi sono riusciti nell’impresa, realizzando un’unità propulsiva capace di raggiungere regimi di rotazioni altissimi (si parla di 19.000-20.000 giri) in grado di manifestare un’affidabilità degna di una Superbike (e quindi nettamente superiore a quella di un prototipo da Moto Gp). Il tutto con una perdita limitatissima di potenza e una durata che si attesta intorno alle 3 gare come da futuro regolamento.

Che finalmente sia giunta l’arma in grado di rinverdire i fasti della veloce e iridata GP7? Per scoprirlo non rimane altro da fare che attendere i primi Test della stagione 2010. Di seguito, il video della presentazione con l’interessante intervista a Claudio Domenicali:
httpv://www.youtube.com/watch?v=MCyHm5uGQnc
Via| Motoblog
Presentata sulle nevi di Livigno la nuova arma Ducati per la stagione 2010. Denominata GP 10, la nuova Rossa è caratterizzata da una linea più snella e rastremata rispetto alle sue precedenti incarnazioni che facevano uso di una larga carena per favorire la penetrazione aerodinamica e la velocità di punta. Modifiche che si possono notare soprattutto nella zona anteriore, e che ricalcano quanto già visto a partire dal gran premio del Portogallo durante la scorsa stagione.
Al posteriore, invece, spicca il grosso codone che ingloba il terminale di scarico surdimensionato ed un massiccio forcellone completamente in carbonio, voluto di queste dimensioni proprio per limitare i numerosi scuotimenti che hanno sempre caratterizzato la furiosa Desmo 16. Confermato anche il telaio, sempre nella preziosa fibra.
Per quanto riguarda il propulsore, ritorna il motore a scoppi irregolari (big bang), reintrodotto su questa versione in quanto questa configurazione motoristica garantisce un’erogazione più lineare e una facilità d’uso maggiore. Scelta che, a quanto sembra, ha trovato tutti d’accordo, collaudatori e piloti ufficiali. Già utilizzata sulla Desmosedici 1000, questa soluzione venne poi accantonata sulla 800 in favore dello screamer che assicurava una maggior potenza massima.
La ricetta della nuova Arma di Borgo Panigale, quindi, si compone di due ingredienti principali: massima agilità e semplicità di utilizzo; con un occhio di riguardo anche per l’affidabilità, visto che dalla prossima stagione vi sarà la regola dei motori contingentati (voluta per limitare gli esorbitanti costi della serie regina). E a quanto pare i tecnici Bolognesi sono riusciti nell’impresa, realizzando un’unità propulsiva capace di raggiungere regimi di rotazioni altissimi (si parla di 19.000-20.000 giri) in grado di manifestare un’affidabilità degna di una Superbike (e quindi nettamente superiore a quella di un prototipo da Moto Gp). Il tutto con una perdita limitatissima di potenza e una durata che si attesta intorno alle 3 gare come da futuro regolamento.
Che finalmente sia giunta l’arma in grado di rinverdire i fasti della veloce e iridata GP7? Per scoprirlo non rimane altro da fare che attendere i primi Test della stagione 2010. Di seguito, il video della presentazione con l’interessante intervista a Claudio Domenicali:
httpv://www.youtube.com/watch?v=MCyHm5uGQnc
Via| Motoblog