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Riders Test: Triumph Bonneville, stile da vendere


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Modern Classics che passione. Triumph Bonneville, autentico best seller made in Hinckley, in questa sua ultima incarnazione dal look tremendamente Seventies, e ancora più leggera grazie al parafango posteriore più corto e ai cerchi in lega, non passa di certo inosservata e cattura sguardi ammirati ancor prima di mettere in moto. Curatissima e ben rifinita, splendida in questa colorazione nera su cui risaltano i numerosi particolari cromati, grazie all’adozione dei cerchi in lega da 17 e delle ruote in lega guadagna ben 10 kg sulla bilancia. Tutto questo consente un notevole miglioramento alla guida, che si nota sopratutto nei confronti della versione T100 che monta ruote “a razzini”, da un look si decisamente più classico, ma sicuramente meno pratico, sia per le misure degli pneumatici non troppo adatti ad una guida arrembante, sia per la presenza all’interno di essi della camera d’aria.

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Prima di accendere il gas. Per quanto riguarda la seduta, la moto è veramente molto comoda e regala una buona porzione di sella anche al passeggero. Corretta anche l’ergonomia, con il manubrio posizionato alla giusta altezza e distanza dal busto, come il resto dei comandi.


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Ma come va? Triumph Bonneville è una moto facilissima e molto piacevole da guidare, vuoi per la sella molto bassa da terra, vuoi per i comandi morbidi e un ampio raggio di sterzo, vuoi per un motore sornione e pieno di coppia fin da subito e un telaio in doppia culla classico e stracollaudato; elementi che rendono il viaggiare con questa motocicletta rilassante e appagante. Una sorta di viaggio zen indietro nel tempo che ci regala sensazioni di guida d’altri tempi, quando tutto scorreva lento e rilassato. Nessuna fretta, quindi, e coltelli tra i denti. La Bonnie va gustata assaporando ogni sensazione, profumo o paesaggio che la natura ci regala, cogliendo la vera essenza del viaggio, in puro stile Pianeta Riders. E allora, procuratevi un casco jet Cromwell abbinato ad un bel paio di occhialoni, indossate il giubbotto di pelle, e fate il risvolto alto ai vostri Levi’s. Si parte: il vento in faccia e il dolce borbottio della Bonnie che scoppietta dagli scarichi conici. Una moto che di certo non tradsce, assecondandovi nella guida grazie alle sue reazioni sempre prevedibili e mai brutali. Il propulsore regala Kgm di coppia fin da subito, permettendo di uscire con una bella spinta fuori dalle curve, anche dalle più lente, senza mai intimorire. Tanto che una volta inserito il rapporto finale, la quinta marcia, si può trotterellare tranquillamente con questa senza indugi e strappi. Un bel gioellino, questa Triumph, una moto che può incontrare un vasto numero di estimatori, dal neofita, al pilota esperto. E perché no, stuzzicare anche quelle ragazze che vogliono avvicinarsi al mondo delle due ruote con stile e passione.

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Prezzo e allestimenti. La Bonneville, in questa versione standard, si porta a casa con 8100 Euro e si differenzia dalla versione SE, identica per quanto riguarda il propulsore (il classico bicilindrico parallelo inglese raffreddato aria e olio), solo per la veste estetica. La standard è disponibile sia in bianco che in nero, con la scritta Triumph  sul serbatoio adesiva e i carter motore neri (al contrario della Se che li ha lucidati e presenta fregi  in rilievo su un serbatoio bicolore). Rispetto alla SE, quindi, la Standard è più essenziale e nel complesso presenta un look più aggressivo.

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Appunti e Disappunti. Per finire, ecco qualche piccola critica. La prima è al blocchetto della chiave sul lato sinistro della moto, vicino al faro, davvero poco pratico e difficile da azionare; la seconda riguarda il disco singolo anteriore che svolge, sì, il suo lavoro in modo egregio, ma non offre tutto il mordente che si desidererebbe.

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In conclusione. Se la vita moderna con i suoi ritmi frenetici vi stressa, e desiderate un po’ di tranquillità, non vi affidate ad inutili farmaci: la cura è solo una, recatevi pesso un concessionario Triumph e acquistate questa splendida motociclettina… non ne resterete affatto delusi! E se poi un giorno vorreste personalizzarla nel look e renderla ancora più “vostra”, nessuna paura, potrete attingere dal ricchissimo catalogo accessori messo a disposizione dalla casa inglese.


7 Comments

  1. Salta in Sella

    2009/12/10 at 6:50 PM

    Va bene il fascino, ma è una moto che va bene solo per andarci a passeggio, senza molte pretese.
    Se ti vuoi divertire a guidare devi andare a bussare altrove.

  2. Berenice

    2009/12/11 at 10:12 AM

    La Bonnie è fantastica. E’ la seconda moto che ho e non la cambierò mai più. Per me è perfetta per girare in città e per andarci in giro al sabato e alla domenica con gli amici su qualche bel percorso. Magari senza strafare, ma a me diverte tantissimo guidarla 👿
    (e anche al mio fidanzato non mi pare che dispiaccia visto che spesso e volentieri molla la sua CBR e usa la mia)

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  5. ANDREA BERTI

    2011/02/01 at 11:30 AM

    una motocicletta la si valuta per le emozioni che ti trasmette , una super sportiva è una cosa una classica è un’altra altrimenti mescoli pere con zucche

  6. ANDREA BERTI

    2011/02/01 at 11:47 AM

    la kawa 800 esteticamente è anche più bella della boneville ….
    poi c’è da dire che mi sembra + onesta l’operazione Kawa con l’aggiornamento di un loro modello storico rispetto a quello che è venuto fuori in Triumph mi sembra che la loro produzione in fondo sia solo un’operazione commerciale con tutte quelle bandierine inglesi ostentate , la qualità poi è nipponica ….

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