itinerari

marzo 2nd, 2009

Corbara: una motodomenica di febbraio

17


Sabato pomeriggio.

SMS di L, “domani giro in moto?
Un principio d’influenza mi fa desistere e rimango in forse, poi la situazione peggiora, e così passo una terribile serata a letto, a guardare DVD e ingurgitare aspirine.

Domenica mattina.
Mi sveglio, mi raggomitolo tra le lenzuola, veloce check up e… miracolo, l’influenza è sparita!
Non perdo tempo, salto in piedi, giro veloce di SMS, gli ultimi accordi sull’itinerario e verso le 11.30, con L e F sono già sulla SS3 Flaminia.

Direzione: lago di Corbara.
Il cielo è azzurro profondo, l’atmosfera profuma di primavera e l’andatura è scanzonata.

In giro, tantissime moto.
Proseguiamo sulla Flaminia, e verso Civita Castellana, arriviamo all’altezza del solito bar. Bikers a Decine parcheggiati con i loro ferri lucenti. Molti sono fighetti della domenica, di quelli con le gomme mosce; altri, invece, no.
Si va dritti senza fermarsi.
Ancora qualche chilometro, e mentre gli pneumatici vanno scaldandosi, intercettiamo un altro gruppo. Sono in 4, motofighetti della razza peggiore, quelli da esposizione!



Li riconosci subito. Moto RR fresche di concessionaria, gomme spiattellate e abbigliamento racing della domenica, praticamente nuovo. E quella che poteva essere una semplice impressione viene confermata dopo appena un centinaio di metri. Al primo rettilineo spalancano la manetta fino a velocità criminali e alle prime curve, eccoli là a fare tappo e a sbagliare traiettorie come imbranati pivelli.
Gente pericolsa.

Ma tant’è, un breve cenno d’intesa, e nel giro di un paio di curve li infiliamo tutti, uno dietro l’altro, lasciandoceli definitivamente alle spalle.
Speriamo non si facciano male” penso, ma poi mi correggo ” speriamo non ne facciano ad altri!
Proseguiamo ad andatura tranquilla fino al bivio per Amelia; il vero giro, infatti, inizia qui!
La strada per raggiungere la graziosa cittadina è pressoché deserta e ci da un primo assaggio di quello che troveremo più avanti.

La guida si fa subito coinvolgente, mentre il paesaggio è tipicamente umbro, con splendide colline e vecchi casali in pietra.
Il percorso, attraverso la statale 205, continua a migliorare ad ogni curva, proseguendo ondulato nel bel mezzo di una campagna affascinante anche in pieno inverno.
Sonnacchiosi paesini arroccati si susseguono uno dietro l’altro.
Siamo fortunati, il sole pieno rende la strada asciutta e senza insidie, mentre davanti ci si disegnano splendide curve a vista con traffico inesistente.
Tutto questo è un richiamo irresistibile per le nostre cavalcature.
Il ritmo di guida inizia a salire fino a farsi indiavolato.
La possibilità (assai rara) di goderci una guida così, in pieno inverno, ci galvanizza; il led del contagiri schizza su e giù come impazzito tra pieghe e staccate…finalmente si da inizio alle danze!
Curva dopo curva, tutt’a un tratto, ci ritroviamo il lago davanti!
Non ci fermiamo un gran ché a riflettere sulle meraviglie del luogo, la fretta è troppa. E in men che non si dica, eccoci finalmente dove un motociclista da il meglio di sé: con le gambe sotto a un tavolo!
Risultato?
Cucina “fatta a mano“, vino rosso, pochi €uro e tanta soddisfazione.
Usciamo dall’osteria in riva al lago belli allegri e in pace con il mondo. Ed è lì, nel parcheggio di brecciolino davanti allo specchio d’acqua, che viviamo un’esperienza mistica.
Il lago di Corbara, che in primavera/estate somiglia ad uno spicchio d’Irlanda in territorio umbro, sotto la luce del sole di febbraio secerne un fascino indescrivibile; una goccia di rugiada che non vuol cadere. Un’atmosfera in sospensione. Una luce intensa che però non scalda, quasi fosse cruda!
O almeno così la cosa ci appare sotto l’effetto blando del vinello della casa.
Poi, d’un tratto, si alza una bava di vento e le acque si increspano riflettendo i raggi di sole ovunque come fosse un caleidoscopio. Nello sbrilluccichìo più totale rimaniamo muti e imbambolati a guardare quella meraviglia, finché F, dopo un istante di raccoglimento, non sentenzia: “Che figata!“… trovandoci tutti sostanzialmente d’accordo.
Nel bel mezzo di quell’incanto si riparte: direzione Todi.
Per chi non l’avesse mai percorsa, da qui consiglio di provare la statale 79 bis che corre lungo il versante nord del lago, la celebre 1000 curve: roba da antologia della motocicletta.
Arrivati nella bellissima Todi, ci fermiamo per una breve pausa caffè. E proprio mentre stiamo per risalire in sella, ecco arrivare un gruppetto di bikers, e con loro una ragazza alla guida di una Ducati 749 dark.
La tuta in pelle ne evidenzia subito il corpo mozzafiato; ma è quando si leva il casco che rimaniamo tutti e 3 impalati come salami. Passano attimi lunghi, di quelli alla moviola; abbiamo lo sguardo impostato sulla modalità “pesce lesso“. Dopodiché, il solito F, dopo un istante di raccoglimento, sentenzia: “che figata!“… trovandoci tutti nuovamente d’accordo.
Certe donne ti levano l’aria ai polmoni!
Ancora imbambolati, e persino un po’ innamorati, rinfiliamo le teste nei caschi e partiamo.
Il resto della strada fino a Roma scorre veloce, mentre pian piano il sole inizia a scendere.
Qualche altra curva, e passata Terni siamo di nuovo sulla Flaminia.
Arrivati all’altezza del raccordo ci salutiamo, un paio di battute, e ci diamo appuntamento alla prossima.

Tutti e 3 siamo perfettamente consapevoli di non essere altro che tossicomani della strada, gente pronta a sniffare strisce d’asfalto ad ogni occasione.
Negli ultimi chilometri verso casa, non appena solo, finalmente posso ammetterlo: ho la gola in fiamme, il naso intasato e le ossa a pezzi… ma negli occhi, in compenso, passione pura e felicità…
Che figata!

(Racconto di Diego D’andrea)

VITA DA RIDERS!!!


*vuoi raccontarci un’esperienza di moto che ti ha segnato? Un viaggio indimenticabile? Un istante magico in sella alla tua due ruote? Un percorso speciale che non ti stancheresti mai di rifare?

Scrivici a info@pianetariders.it, i contributi migliori verranno pubblicati su Pianeta Riders (a nome dell’autore, con l’eventuale indicazione di un link personale).


About the Author

Mr D
alias Diego D’Andrea. Fondatore di Pianeta Riders è un instancabile cacciatore di percorsi tutte curve e inesauribile viaggiatore. Appassionato da sempre di moto e scrittura, è l’Autore della guida “Itineriders” dedicata ai percorsi motociclistici più belli del Centro Italia




 
 

 
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2 Comments


  1. Il solito giro a vita persa con gli amici ..con la scusa di andare a mangiare in quel posticino dove si paga poco :-) ))


  2. Addirittura “a vita persa”? :-D
    Ok, a vita persa mi piace!
    ;-)



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