
Forse sarà stato Jimi Hendrix con Foxy Lady, o l’aria frizzante di inizio autunno, o il cielo limpido, blu notte, ma ieri sera non ho resistito.
21.30 o poco più… scendo in garage, tiro fuori la mia Kawasaki, salto in sella e via.
Serata particolare quella di ieri.
In giro, stranamente, poco traffico.
La moto sembra stare su un tappeto armonico.
Seconda, terza, quarta… punta dritta verso il cielo.
Alzo la visiera del casco, giusto un po’.
C’è aria buona.
I pensieri si distendono oltre il nastro d’asfalto… vanno lontani e li lascio fare.
La città, tutt’attorno, è un Gran Canyon di pece e intersezioni.
Il lungo Tevere è sgombro!
Un colpo di gas, un rombo deciso ed eccomi all’appuntamento.
Lascio la moto sul piazzale e raggiungo il tavolino, poco distante, sotto gli alberi.
La serata è piacevole, si sta bene… si ride molto.
Prendo la birra che ho di fronte, la porto alla bocca, reclino la testa all’indietro, chiudo gli occhi, e ne tiro via un lungo sorso.
Prolungo l’istante… vorrei scorresse lento, alla moviola.
“Ci sono serate che non dovrebbero finire mai,” mi dico, poi lancio uno sguardo alla moto sul piazzale.
Guardo la bottiglia che stringo in mano, la osservo per un po’, e mi convinco…
stasera, la bottiglia è decisamente mezza piena!





